Il progetto BioTech2Agri ha offerto alle piccole e medie imprese italiane e slovene un supporto concreto per l'introduzione di soluzioni biotecnologiche nel settore agroalimentare. Mettendo in rete imprese, organismi di ricerca e strutture di supporto, il progetto ha contribuito a ridurre i rischi legati allo sviluppo delle innovazioni, valutarne il potenziale di mercato e accompagnare le aziende nei successivi percorsi di crescita e applicazione.
Innovation Coin: un percorso di supporto integrato per le imprese
Nell'ambito del progetto è stato sviluppato il meccanismo Innovation Coin. Non si tratta di un contributo economico diretto, ma di un percorso articolato composto da quattro servizi complementari: Servizio 1 – valutazione della fattibilità tecnica; Servizio 2 – sviluppo del modello di business; Servizio 3 – orientamento alle fonti di finanziamento; Servizio 4 – networking transfrontaliero.
Valutazione della fattibilità tecnica: l'idea può diventare realtà?
Il primo servizio è stato dedicato alla valutazione specialistica delle idee biotecnologiche proposte dalle imprese. Le aziende hanno potuto verificare se le soluzioni individuate fossero adatte alle proprie materie prime, ai prodotti e ai processi produttivi, oltre a identificare eventuali attività di ricerca, test o adattamenti necessari.
Il percorso ha previsto un'analisi del contesto aziendale e produttivo, incontri con esperti di biotecnologie e la predisposizione di un rapporto individuale di fattibilità. Il servizio è stato completato da 26 PMI, di cui 14 slovene e 12 italiane. Le imprese hanno così acquisito una base tecnica utile per valutare l'opportunità di proseguire lo sviluppo delle proprie idee e individuare il percorso più adatto verso la loro applicazione concreta.
Il principale valore aggiunto del servizio è stato la riduzione del rischio tecnologico iniziale. Prima di affrontare investimenti più consistenti, le aziende hanno potuto verificare le ipotesi fondamentali e basare le decisioni successive su valutazioni specialistiche.
Sviluppo del modello di business: come trasformare l'innovazione in valore?
Una soluzione tecnicamente realizzabile non è necessariamente anche sostenibile dal punto di vista commerciale. Il Servizio 2 ha aiutato le imprese a tradurre i risultati della valutazione tecnica in un modello di business strutturato e orientato al mercato.
Lo strumento centrale è stato il Business Model Canvas, attraverso il quale le aziende hanno definito la proposta di valore, i clienti target, i canali di vendita, le partnership, la struttura dei costi e i flussi di ricavi. In questo modo hanno potuto valutare il potenziale commerciale delle proprie soluzioni e definire le priorità per le successive fasi di sviluppo.
Il servizio si è articolato in due fasi: ai workshop online è seguito un percorso di mentoring individuale, della durata massima di cinque ore per ciascuna impresa. I mentor hanno supportato le aziende nel perfezionamento del modello di business, nella verifica delle ipotesi principali e nella preparazione di un piano d'azione per lo sviluppo, la commercializzazione e la crescita. Ai workshop organizzati in Italia e Slovenia hanno partecipato complessivamente nove persone per ciascun percorso nazionale. Le imprese hanno così acquisito una visione più chiara dei propri clienti, della proposta di valore e delle priorità aziendali, oltre a un piano più concreto per i successivi passaggi di sviluppo.
Guida alle fonti di finanziamento: dove trovare le risorse per il passo successivo?
Lo sviluppo di una soluzione biotecnologica richiede spesso risorse per attività di ricerca, prototipazione, acquisto di attrezzature, certificazione, tutela della proprietà intellettuale o ampliamento della produzione. Il Servizio 3 ha aiutato le imprese a individuare gli strumenti finanziari europei, nazionali, regionali e locali più adatti alla fase di sviluppo raggiunta e agli investimenti previsti.
L'analisi ha tenuto conto delle caratteristiche dei singoli progetti, del livello di maturità tecnologica e delle esigenze di investimento necessarie per proseguire la sperimentazione, sostenere la crescita e portare le soluzioni sul mercato.
Le opportunità presentate comprendevano contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, voucher e altri strumenti destinati allo sviluppo di prodotti, ai progetti di ricerca e innovazione, alla digitalizzazione, alla transizione verde, all'ammodernamento tecnologico e all'ingresso in nuovi mercati.
Per la parte slovena sono stati individuati, tra gli altri, i programmi del Fondo sloveno per l'imprenditorialità, del Ministero dell'Agricoltura, delle Foreste e dell'Alimentazione, di SPIRIT Slovenia, del Fondo sloveno per lo sviluppo regionale, di SID Banka, del Fondo ambientale sloveno Eko Sklad, nonché le opportunità offerte dai gruppi di azione locale e dai comuni.
Tra gli strumenti europei sono stati messi in evidenza Horizon Europe – Cluster 6, EIT Food, EIP-AGRI, Circular Bio-based Europe Joint Undertaking, EIC Accelerator ed Eurostars. Per le imprese italiane sono state inoltre analizzate opportunità nazionali e regionali quali Smart&Start Italia, gli incentivi per l'economia circolare, il Piano Strategico della PAC 2023-2027, iniziative promosse dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e ulteriori misure a sostegno dell'innovazione e della competitività delle imprese agricole e agroalimentari. Sono stati inoltre presentati strumenti regionali del Veneto e del Friuli Venezia Giulia dedicati allo sviluppo e alla validazione di tecnologie innovative, alla realizzazione di prototipi, all'acquisto di attrezzature avanzate, brevetti e certificazioni e all'introduzione di processi produttivi sostenibili e circolari.
Le imprese dispongono ora di un quadro più chiaro delle opportunità disponibili e degli strumenti più coerenti con i propri progetti di sviluppo.
Networking transfrontaliero: l'innovazione ha bisogno dei partner giusti
Il quarto servizio è stato dedicato al collegamento tra imprese, ricercatori, esperti, istituzioni finanziarie e potenziali partner commerciali. Durante l'evento transfrontaliero BioTech2Agri incontra le imprese: innovazione e opportunità transfrontaliere, organizzato il 10 luglio 2026 presso l'Ente Fiera di Udine, i partecipanti hanno approfondito esempi concreti di applicazione delle biotecnologie, strumenti finanziari per l'innovazione e opportunità di collaborazione tra attori italiani e sloveni.
Il cuore dell'iniziativa è stato rappresentato dalle discussioni guidate e dalle attività di networking tra imprese, partner di progetto, esperti e stakeholder dell'ecosistema dell'innovazione. I partecipanti hanno lavorato su alcune sfide comuni alle PMI coinvolte, tra cui la valorizzazione di scarti e sottoprodotti, il passaggio dall'idea o dal prototipo al mercato, la ricerca di competenze specialistiche e partner adeguati e la sostenibilità economica dei processi innovativi.
I 33 partecipanti complessivi hanno potuto confrontarsi direttamente, condividere esperienze e individuare nuove opportunità di collaborazione transfrontaliera tra imprese, centri di ricerca, soggetti finanziari e operatori dell'innovazione provenienti dai territori del Programma Interreg Italia-Slovenia.
Un percorso integrato dall'idea al mercato
Il principale punto di forza dei quattro servizi BioTech2Agri risiede nella loro complementarità. Le imprese hanno potuto verificare il potenziale tecnico delle proprie idee, strutturarne il modello di business, individuare le opportunità finanziarie più adatte e costruire nuove relazioni con partner, esperti e soggetti dell'ecosistema dell'innovazione.
Innovation Coin ha così creato un percorso integrato che collega tecnologia, mercato, finanza e collaborazione, aumentando le possibilità che un'idea biotecnologica si trasformi in un nuovo prodotto, in un processo produttivo più efficiente o in una filiera agroalimentare più sostenibile.
Il progetto BioTech2Agri – Innovazione biotecnologica per un'agricoltura sostenibile e competitiva – è realizzato nell'ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027 ed è cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale