Incendi senza confini: il rischio crescente sul Carso
Gli incendi catastrofici dell'estate 2022 nell'area del Carso, che sono divampati per diversi giorni e hanno richiesto l'intervento di vigili del fuoco provenienti da diversi paesi europei, hanno segnalato in modo evidente il crescente pericolo degli incendi boschivi. Questi incendi non sono stati un evento casuale, ma un segnale d'allarme. Proprio per questo, i ricercatori sloveni e italiani, nell'ambito del progetto Karst Firewall 5.0, hanno analizzato insieme i fattori che influenzano il rischio di incendio in questo territorio condiviso, cercando soluzioni per ridurlo.
La pressione dei cambiamenti climatici
Il Carso è sempre stato caratterizzato da estati calde e secche. Ma i dati odierni mostrano qualcosa di più preoccupante: le estati diventano sempre più calde e il caldo dura più a lungo. La temperatura media annua in quest'area è aumentata di oltre 1°C nei decenni recenti, e la tendenza è in accelerazione. Il numero di giornate con temperature superiori a 30°C è passato da circa 30 giorni negli anni '90 a oltre 50 giorni oggi. È triplicato anche il numero di notti tropicali, in cui la temperatura non scende sotto i 20°C.
Allo stesso tempo, le precipitazioni diventano sempre meno prevedibili. Sebbene la quantità totale di precipitazioni annue non sia cambiata in modo significativo, la loro distribuzione sta cambiando: le estati diventano più secche, mentre le precipitazioni invernali aumentano. Questo comporta periodi più lunghi di essiccamento del suolo, disseccamento della vegetazione e accumulo di biomassa secca – tutti elementi che creano le condizioni ideali per la propagazione degli incendi.
Le proiezioni climatiche per entrambi i lati del confine indicano una direzione di sviluppo simile. Se gli attuali trend delle emissioni dovessero continuare, le temperature estive sul Carso potrebbero aumentare fino a 6°C entro la fine del secolo. Anche negli scenari più ottimistici, il Carso sarà notevolmente più caldo e secco durante la stagione degli incendi. Non si tratta più di un futuro lontano, poiché alcuni cambiamenti si stanno già verificando oggi.
Cosa aumenta effettivamente il rischio di incendio?
Comprendere il rischio di incendio richiede di distinguere tra due concetti collegati: pericolo e vulnerabilità. Il pericolo indica la probabilità che in una determinata area si verifichi un incendio. La vulnerabilità descrive invece quanto un'area sia sensibile nel caso in cui l'incendio si verifichi, tenendo conto del tipo di vegetazione, del rilievo, della vicinanza alle infrastrutture e delle condizioni climatiche.
I ricercatori del progetto Karst Firewall 5.0 hanno analizzato entrambi gli aspetti sull'intera area transfrontaliera tra Slovenia e Italia, estesa per circa 1.000 chilometri quadrati. Per farlo, hanno utilizzato dati sugli incendi passati, immagini satellitari, modelli del rilievo e proiezioni climatiche. I risultati sono molto eloquenti.
Per quanto riguarda il pericolo di incendio, il fattore più importante è risultato essere la vicinanza a strade, ferrovie e centri abitati. Oltre due terzi di tutti gli incendi registrati sono infatti iniziati a meno di 50 metri da strade o sentieri. La ragione non è casuale: le strade portano le persone, e le persone sono – per negligenza, mozziconi di sigaretta gettati o scintille dai treni – la principale causa di innesco. Particolarmente a rischio sono le aree di boschi di conifere e le superfici arbustive in fase di inselvatichimento.
Per quanto riguarda la vulnerabilità, il quadro è ancora più preoccupante. L'analisi ha mostrato che oltre il 90% del territorio carsico rientra nelle aree ad alta o altissima vulnerabilità. Ciò significa che le condizioni per una rapida propagazione degli incendi e per danni maggiori sono presenti quasi ovunque.
Come cambierà il rischio in futuro?
La ricerca ha utilizzato due approcci diversi per prevedere lo sviluppo futuro del rischio di incendio. I risultati mostrano un quadro piuttosto complesso.
Da un lato, i modelli di pericolo indicano che la probabilità di insorgenza di incendi nelle aree costiere attualmente più a rischio potrebbe diminuire leggermente. Questo è influenzato dalle proiezioni climatiche, che fino al 2040 indicano la possibilità di una quantità totale di precipitazioni annue leggermente superiore. Nell'entroterra, invece, si prevede un aumento del pericolo di incendio, poiché le condizioni diventeranno sempre più favorevoli al loro insorgere.
Dall'altro lato, l'analisi della vulnerabilità mostra tendenze più preoccupanti. La superficie delle aree ad altissima vulnerabilità dovrebbe aumentare di circa il 5% dell'intero territorio entro il 2040. La ragione principale è l'aumento delle temperature. Con temperature più elevate, la vegetazione si dissecca più rapidamente, il suolo perde prima l'umidità, e il periodo in cui un incendio può propagarsi rapidamente si allunga.
Il messaggio della ricerca è chiaro: anche se con migliori misure preventive si riduce il numero di incendi, le condizioni per la loro propagazione e le conseguenze distruttive continuano ad aumentare. Per questo è necessario affrontare contemporaneamente entrambi gli aspetti del rischio.
Cosa significa questo per le persone e la natura?
Il Carso non è solo un paesaggio naturale straordinario, ma un territorio in cui vivono comunità, operano aziende agricole e crescono alcuni dei prati aridi più ricchi di biodiversità in Europa. Questo paesaggio semi-naturale è stato modellato per secoli da pratiche agricole tradizionali. Con l'abbandono dell'agricoltura, numerose aree si stanno però inselvatichendo con arbusti e bosco giovane, che sono molto più infiammabili dei prati tradizionali e forniscono agli incendi ulteriore materiale combustibile.
Gli incendi del 2022 hanno raggiunto dimensioni tali da rendere evidente quanto gravi possano essere le loro conseguenze. Sono stati evacuati villaggi, e allo spegnimento hanno partecipato aerei provenienti da diversi paesi. Gli incendi distruggono habitat, inquinano l'aria, danneggiano il suolo e minacciano le persone e le loro case.
La ricerca mostra tuttavia anche possibilità di intervento. Poiché molti incendi iniziano lungo strade e infrastrutture, misure mirate – come la rimozione della vegetazione secca lungo le strade, il miglioramento dei sistemi di allerta precoce e la sensibilizzazione del pubblico – possono ridurre significativamente il rischio. Anche la reintroduzione del pascolo tradizionale nelle aree in fase di inselvatichimento può contribuire sia a una maggiore biodiversità che a una maggiore resistenza del paesaggio agli incendi.
Cooperazione transfrontaliera condivisa per un futuro comune
Una delle caratteristiche più importanti del progetto Karst Firewall 5.0 è il collegamento tra Slovenia e Italia nell'affrontare un problema che non conosce confini nazionali. Gli incendi che scoppiano su un lato del confine possono infatti diffondersi rapidamente anche sull'altro lato – l'incendio del 2022 lo ha dimostrato chiaramente.
Attraverso la raccolta congiunta di dati, il coordinamento delle metodologie e la preparazione di piani d'azione comuni, il progetto crea le basi per una gestione coordinata del rischio di incendio sull'intero territorio del Carso. In questo processo non collaborano solo ricercatori e vigili del fuoco, ma anche gestori del territorio, comunità locali e decisori.
I cambiamenti climatici non aspettano, ma non aspettano nemmeno le persone e le istituzioni che si impegnano a ridurne le conseguenze. Le conoscenze che nascono nell'ambito del progetto rappresentano un passo importante verso un Carso più sicuro e resiliente, sia per la natura che per le persone.