Si è svolto il 3 marzo 2026 presso gli Spazi Espositivi dell’Università Ca’ Foscari Venezia il kick-off meeting pubblico del progetto ECOMAPS – Environmental and climate change observation through the monitoring of air pollution in cities, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia.
L’evento, che ha coinvolto oltre 30 persone da Italia e Slovenia, ha rappresentato il primo momento di confronto pubblico tra partner di progetto, istituzioni e stakeholder, offrendo l’occasione per presentare obiettivi, attività e primi sviluppi di una ricerca che affronta in modo integrato due sfide strettamente connesse: il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico nelle aree urbane.
Ad aprire la mattinata sono stati i saluti istituzionali di Giulio Cozzi (Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche – ISP-CNR), rappresentante del lead partner del progetto, seguiti dall’intervento di Davide Zanchettin (Università Ca’ Foscari Venezia), che ha accolto partecipanti e partner presso l’ateneo veneziano.
Il quadro delle opportunità offerte dalla cooperazione transfrontaliera è stato poi illustrato da Sandy Petrossi, rappresentante dell’Autorità di Gestione del Programma Interreg Italia-Slovenia, che ha presentato gli obiettivi e le priorità del programma per il periodo 2021–2027.
Il progetto è stato quindi introdotto da Elena Gregoris (ISP-CNR), coordinatrice di ECOMAPS, che ha illustrato l’approccio scientifico alla base delle attività di ricerca. Il progetto studia infatti la relazione bidirezionale tra clima e inquinamento atmosferico: da un lato analizza come alcuni inquinanti possano influenzare il sistema climatico, dall’altro indaga come le variazioni dei parametri climatici possano modificare la chimica dell’atmosfera e i processi di formazione e degradazione degli inquinanti.
A seguire, Elisa Scalabrin (ISP-CNR) ha presentato il contributo del lead partner e le attività di monitoraggio previste nell’ambito del progetto. Andrea Gambaro (Università Ca’ Foscari Venezia) ha approfondito il ruolo dell’ateneo veneziano nelle attività sperimentali, con particolare riferimento agli studi sulla degradazione degli inquinanti atmosferici e alla definizione di nuove linee guida per l’identificazione di contaminanti emergenti legati al cambiamento climatico.
La seconda parte della mattinata è stata dedicata alla presentazione dei partner sloveni del progetto. Ana Kroflič (Kemijski inštitut) ha illustrato le attività di ricerca dell’istituto e il contributo alla caratterizzazione chimica degli aerosol atmosferici, mentre Asta Gregorič (AEROSOL razvoj in proizvodnja znanstvenih instrumentov d.o.o.) ha presentato le tecnologie di monitoraggio utilizzate nel progetto, in particolare gli etalometri impiegati per la misura del black carbon, un inquinante climatico a breve vita che contribuisce al riscaldamento dell’atmosfera.
Nel corso dell’evento sono stati presentati anche i partner associati, che seguiranno da vicino le attività progettuali e potranno utilizzare i risultati per supportare politiche e strategie ambientali. Tra questi figurano ARPAV – Agenzia Regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, Agencija Republike Slovenije za okolje, Comune di Venezia, ANCI Veneto, ARPA FVG – Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Friuli Venezia Giulia, Mestna občina Ljubljana e Comune di Pordenone.
Gli interventi di Chiara Ugel (Comune di Pordenone) e di Giovanna Mazzi, che ha presentato il contributo congiunto di ARPAV, Comune di Venezia, ANCI Veneto e ARPA FVG, hanno evidenziato il ruolo delle amministrazioni locali e delle agenzie ambientali nel valorizzare i dati scientifici prodotti dal progetto. A chiudere la sessione è stato Enrico Costa, con una presentazione delle attività del centro ECHO – Science Communication Hub, che ha organizzato l’evento e supporta le attività di comunicazione del progetto.
Il progetto è attualmente nella fase iniziale di implementazione. Sono stati individuati i punti di misura per il monitoraggio del black carbon a Venezia e Lubiana e sono già in corso le prime misurazioni. Per consentire il funzionamento della strumentazione anche in ambiente esterno, il team di progetto sta realizzando apposite strutture termicamente isolate che ospiteranno gli strumenti di misura. Parallelamente, sono in fase di definizione i protocolli sperimentali per lo studio della degradazione di alcune categorie di inquinanti legati al cambiamento climatico.
I dati raccolti saranno resi disponibili a cittadini e amministrazioni locali attraverso una piattaforma online dedicata, che consentirà di monitorare in tempo reale le concentrazioni di diversi inquinanti atmosferici, tra cui il black carbon.