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Siete gentilmente invitati alla prossima serata biologica, organizzata dall’Università del Littorale come parte del progetto Kras4us:

Le praterie ed i prati da sfalcio del Carso italiano e sloveno, tra conservazione e gestione (dr. Giuseppe Oriolo)

Mercoledì 1 aprile 2026 alle 19.00, Zoom: https://upr-si.zoom.us/j/68378129561

Da molti anni è nota l’importanza che la landa carsica e i prati da sfalcio ricoprono per la tutela della biodiversità animale e vegetale del territorio del Carso classico carsico. I cambiamenti socio-economici ne hanno spesso ridotto le superfici o favorito i fenomeni di incespugliamento. Mentre i prati da sfalcio presenti su suoli più profondi e spesso vicino ai paesi vengono sostituiti da colture più redditizie (ad esempio la vite), la landa carsica risente della riduzione del pascolo ovino e caprino e quindi dell’abbandono. Entrambi questi habitat sono dipendenti dalla corretta gestione da parte della popolazione locale e quindi il loro futuro diventa anche simbolo dell’agricoltura, dell'allevamento e della pastorizia sostenibili. Sono habitat tutelati dalla Direttiva Habitat, e quindi è essenziale, oltre a garantirne la conservazione, favorire gli interventi di recupero attraverso la pulizia delle specie legnose e il pascolo. È altrettanto importante garantire la loro conservazione di lungo periodo con attività agricole che devono essere sostenibili anche dal punto di vista sociale ed economico.

Il relatore:

Giuseppe Oriolo è laureato in Scienze Naturali presso l’Università di Trieste e ha conseguito il dottorato in geobotanica. Per molti anni ha collaborato con l’Università di Trieste, dove si è dedicato allo studio e alla classificazione della vegetazione, nonché alla cartografia degli habitat. La sua attività professionale è incentrata sul monitoraggio della flora e degli habitat, con particolare attenzione al loro stato di conservazione. Si occupa inoltre di progetti applicativi per la conservazione delle aree protette e delle zone sensibili. Negli ultimi anni ha dedicato grande attenzione alla definizione di piani di gestione e misure per la conservazione delle aree della rete Natura 2000. Attualmente è coordinatore per il monitoraggio degli habitat di interesse comune nei parchi nazionali della parte italiana delle Alpi.

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