Abbiamo incontrato Dean Bizjak, comandante della Protezione Civile del Comune di Miren-Kostanjevica, per parlare di prevenzione degli incendi, preparazione locale e di cosa significhi vivere in una comunità esposta ai disastri naturali.
Nella sede comunale ci accoglie la voce calma e sicura di un uomo che conosce il territorio non solo attraverso le mappe, ma con il cuore. Bizjak guida l’Unità di Protezione Civile di Miren-Kostanjevica, un gruppo di nove volontari locali che supportano i servizi in prima linea durante le emergenze. Il loro compito non è spegnere gli incendi, ma garantire che chi lo fa disponga dell’attrezzatura, del carburante, del cibo e del supporto logistico necessari per intervenire in modo rapido ed efficace.
Come vede la collaborazione tra gli operatori sul campo e i team di progetto come Karst Firewall 5.0?
Finora la collaborazione è stata buona, ma c’è sempre spazio per migliorare. Esiste una differenza tra ciò che viene pianificato sulla carta e ciò che accade davvero sul campo. Più informazioni circolano tra gli sviluppatori e le squadre operative, più efficacemente i sistemi funzioneranno nelle situazioni reali.
Pensa che i residenti locali siano ben preparati?
In parte sì. Qui la gente convive da sempre con questa realtà: sa di vivere in una zona soggetta a incendi. Tuttavia, oggi le informazioni arrivano da molteplici canali e questo può generare confusione o persino disinformazione. Credo che la comunicazione locale debba essere la principale fonte di informazione durante le crisi. I messaggi della Protezione Civile, non solo i servizi dei media nazionali.
Cosa dovrebbe sapere il pubblico sulla sicurezza e la prevenzione degli incendi?
Bisogna fidarsi delle squadre locali e seguire le comunicazioni del centro di coordinamento locale. I media nazionali, a volte, possono amplificare o distorcere la situazione. Le informazioni più precise e pertinenti sono sempre quelle fornite a livello comunitario, basate su ciò che sta realmente accadendo sul territorio.
Cosa ha portato il progetto Karst Firewall 5.0 alla vostra squadra?
Abbiamo partecipato a diversi corsi di formazione, anche se non a tutti: la nostra unità è composta da volontari e non sempre è possibile essere presenti ovunque. Tuttavia, la formazione a cui abbiamo preso parte è stata molto utile. Abbiamo inoltre ricevuto nuove attrezzature: dispositivi di protezione, motoseghe, e dieci dei nostri membri sono stati formati per usarle in sicurezza.
Sì, il progetto ha portato un valore concreto e duraturo. Gli strumenti rimangono con noi, e questo significa che saremo più preparati per il futuro.
È facile pensare agli incendi solo quando le fiamme sono già visibili, ma Dean ci ricorda che la vera resilienza comincia molto prima. Nel modo in cui le squadre vengono equipaggiate, nel modo in cui i vicini comunicano, nel modo in cui prendiamo sul serio la vegetazione secca, le falle nella coordinazione o il sapere locale, spesso ignorato.
Questa intervista fa parte della serie Conversazioni Transfrontaliere, che riunisce le voci provenienti da entrambi i lati del confine tra Italia e Slovenia. Attraverso la lente del progetto Karst Firewall 5.0, la serie mette in luce le competenze, le storie e le esperienze quotidiane di chi lavora per rafforzare la resilienza in un paesaggio sempre più segnato dai cambiamenti climatici.