Quando nel 2022 un vasto incendio boschivo colpì in comune di Miren-Kostanjevica, esso divenne il più grande mai registrato nella storia della Slovenia. Le ferite lasciate dalle fiamme sono state profonde, ma ancora più forti sono le lezioni apprese. Oggi il comune non è solo meglio equipaggiato, ma anche più connesso, consapevole e preparato.
Abbiamo incontrato il sindaco Mauricij Humar per capire come la sua comunità sia riuscita a trasformare un’esperienza dolorosa in una storia di resilienza duratura.
Ricorda bene l’estate del 2022?
“Tre anni fa abbiamo affrontato il più grande incendio boschivo mai registrato in Slovenia. Da quell’esperienza abbiamo imparato molto. Ma ciò che conta di più è che da allora abbiamo fatto grandi passi avanti: abbiamo aumentato la consapevolezza, migliorato le attrezzature e rafforzato le competenze delle persone. Se oggi scoppiasse un incendio, saremmo molto più preparati rispetto a tre anni fa.”
L’incendio coinvolse quattro comuni sloveni e tre italiani.
“Abbiamo capito quanto sia fondamentale la comunicazione e quanto sia essenziale scambiarsi informazioni in modo rapido e preciso. Solo così i vigili del fuoco possono intervenire in maniera davvero efficace. All’epoca avevamo già alcune attrezzature e strumenti informatici, ma da allora abbiamo fatto enormi progressi.”
Il Comune ha investito in aggiornamenti e sistemi che facilitano la cooperazione con le altre unità di emergenza.
“L’equipaggiamento deve essere compatibile con quello delle istituzioni pubbliche e con gli altri team di protezione e soccorso. Solo in questo modo possiamo reagire velocemente ed efficacemente. Negli incendi boschivi, la rapidità della risposta è tutto: più è veloce l’intervento, più è facile contenere e spegnere le fiamme.”
Gli incendi non si fermano al confine.
“Abbiamo visto quanto bene abbiano collaborato le nostre squadre con quelle italiane. Progetti come Karst Firewall 5.0 ci aiutano a connetterci ancora di più. Se utilizziamo le stesse banche dati e disponiamo di attrezzature compatibili, possiamo intervenire con maggiore facilità. E questo è assolutamente necessario.”
Humar sottolinea anche l’importanza del sostegno europeo.
“Sono felice che tutto questo sia stato riconosciuto. I programmi e i bandi dell’UE servono proprio a sostenere questo tipo di cooperazione. Già durante la candidatura ero convinto che avessimo un grande potenziale, e una volta completato il progetto, potremo tutti dormire un po’ più tranquilli.”
“I nostri concittadini sono oggi molto più consapevoli.”
“Nei giorni ad alto rischio dobbiamo tutti comportarci in modo responsabile. Vi invito a seguire le linee guida. Ora disponiamo di strumenti come telecamere, termocamere e droni, che ci aiutano a individuare gli incendi più rapidamente. Ma la cosa più importante resta il comportamento responsabile delle persone: è quello che previene davvero gli incendi.”
“Tutti abbiamo un ruolo da svolgere.”
“Anche quando gli incendi scoppiano per negligenza o per l’uso di strumenti vietati in condizioni di siccità, i danni possono essere enormi. Credo che l’incendio del 2022 sia stato un campanello d’allarme: ci ha spinti verso una maggiore responsabilità collettiva. E sono felice di vedere che anche i giovani sono molto attivi in questo campo. Sono certo che le nostre squadre dei vigili del fuoco locali non avranno difficoltà a trovare nuovi membri in futuro.”
Questa intervista fa parte della serie Conversazioni Transfrontaliere, che riunisce le voci di entrambi i lati del confine tra Italia e Slovenia. Attraverso la lente del progetto Karst Firewall 5.0, la serie mette in luce conoscenze, esperienze e storie quotidiane di chi lavora per rafforzare la resilienza in un paesaggio sempre più segnato dai cambiamenti climatici.