Due sculture, un unico messaggio: il confine e il tempo come spazi di incontro.
Due opere che parlano di comunità, dialogo e convivenza, dove arte, natura e culture si incontrano.
Incroci senza confini di Stefano Comelli trasforma la pietra in un intreccio di percorsi che superano il limite e mettono in relazione storie e persone. Lo spettatore si riflette nell’opera e ne diventa parte, in un dialogo tra memoria e presente.
La perseveranza nel tempo di Damjan Komel unisce pietra, acciaio e granito in una forma che richiama radici e germogli: simbolo di connessione, crescita e responsabilità condivisa.
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