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Quando brucia il Carso: satelliti, droni e mappe per capire meglio gli incendi boschivi

Perché gli incendi boschivi nell'altopiano carsico sono un problema in aumento?

L'altopiano carsico è un paesaggio fragile. È roccioso, spesso asciutto e coperto da molti tipi di vegetazione. Boschi, arbusti, prati e campi abbandonati spesso si trovano molto ravvicinati. In condizioni meteorologiche secche, questo mix di materiale legnoso può bruciare molto facilmente e la loro crescita incontrollata può aumentarne il rischio. 

In passato, molti spazi venivano utilizzati per l'agricoltura o il pascolo, mentre oggigiorno alcune di queste aree sono state dismesse o abbandonate. Ciò comporta la crescita spontanea di nuova vegetazione, spesso incontrollata, creando una boscaglia altamente infiammabile. Il rischio d’incendio boschivo, quindi, va analizzato non solo per scintilla o per una giornata calda, ma anche per le condizioni prolungate di clima secco, esacerbato dal cambiamento climatico, e dai cambi dell'uso del suolo.

Nell'area carsica transfrontaliera, gli incendi boschivi di grande entità e impatto stanno diventando sempre più frequenti e più dannosi. Questi grandi incendi boschivi sono ormai così dannosi da colpire anche persone e attività economiche che non vivono o stanziano vicino ai boschi. Infatti, i fumi degli incendi contribuiscono a peggiorare l'aria, obbligano la protezione civile a chiudere percorsi autostradali, costringono le ferrovie a paralizzare i flussi dei treni, e bloccano l’uso dell’acqua agli agricoltori. Un grande incendio boschivo può cambiare i connotati di territorio per molti anni e può altrettanto traumatizzare la popolazione locale.

Cosa possono fare i satelliti?

I satelliti possono aiutarci a osservare vaste aree dall'alto. Questo è molto utile soprattutto nelle aree transfrontaliere come il Carso, perché gli incendi boschivi non si fermano ai confini municipali o nazionali. Un incendio può diffondersi in Slovenia e Italia, quindi tutta l'area deve essere studiata a prescindere dalla nazionalità.

Nel nostro studio, l'area analizzata con le immagini satellitari comprende i Comuni di Miren-Kostanjevica, Komen e Duino-Aurisina. Il team di ricerca ha utilizzato immagini satellitari dei satelliti europei Sentinel-2 che fanno parte del programma Copernicus, il quale osserva la Terra costantemente. Sentinel-2 non scatta solo foto a colori normali, ma registra anche altri livelli di luce non visibile dagli occhi umani, come per esempio l’infrarosso. Questo particolare “spettro” di luce permette di mostrare quanto sia sana la flora oltre a quanto sia stata bruciata. 

I satelliti possono scattare immagini dello stesso luogo molte volte. Per questo motivo, possiamo confrontare il territorio prima di un incendio, durante e dopo l’incendio, anche quando è in fase di recupero, permettendo al ricercatore di osservare quanto sia grande l'area bruciata e come la superficie cambia e si riadatta alla nuove condizioni.

Come fanno le immagini satellitari a dirci dove è avvenuto l'incendio?

Il team di ricerca non cerca solo visivamente aree bruciate su un'immagine, ma utilizzano calcoli, chiamati indici, che confrontano i diversi tipi di “spettri” di luce registrati dal satellite. La premessa è semplice: piante sane, terreno bruciato e terreno nudo riflettono la luce in modi diversi.

In questo studio sono stati usati vari indici, trac cui:

  • gli indici BAI e BAIS2 hanno aiutato a mostrare le aree bruciate
  • l'indice NDVI ha aiutato a mostrare le condizioni delle piante. 

L’indice NDVI è uno dei metodi più utilizzati per controllare la vegetazione dallo spazio. Le piante sane riflettono molta luce nello “spettro” vicino-infrarosso e assorbono più luce rossa. La vegetazione bruciata o debole si comporta in modo diverso.

Per questo motivo, l’indice NDVI può mostrare dove le piante sono sane, dove sono sotto stress idrico e dove sono carenti. Dopo un incendio, questo indice è utile non solo per individuare l'area bruciata, ma anche per vedere in che maniera la vegetazione riesce a riprendersi.

Come venivano studiati gli incendi boschivi negli anni passati?

Sentinel-2 funziona dal 2015, quindi non può mostrare incendi boschivi degli anni precedenti. Per gli incendi boschivi più antichi, i ricercatori hanno utilizzato l'archivio satellitare Landsat. Landsat è gestito dalla NASA e dall'United States Geological Survey i quali registrano la superficie terrestre dal 1972.

Lo studio ha inizialmente raccolto registrazioni sugli incendi boschivi provenienti da Slovenia e Italia dove in totale ci furono 682. Il team di ricerca ha poi selezionato gli incendi boschivi dall'area di studio e si sono concentrati su quelli che superavano il mezzo ettaro. (gli incendi boschivi molto piccoli sono spesso difficili da vedere chiaramente nelle vecchie immagini satellitari). Per ogni incendio, hanno cercato una buona immagine satellitare di prima dell'incendio e una di dopo. A volte nuvole, ombre o scarsa qualità dell'immagine rendevano tutto difficile. In alcuni casi, dovevano usare un'altra data o combinare più immagini. Alla fine, sono riusciti a mappare chiaramente le aree bruciate per 171 incendi. Questo ha fornito ai ricercatori un utile database transfrontaliero, il quale mostra dove sono avvenuti gli incendi boschivi e dove sono le aree storicamente più bruciate.

Perché sono necessari anche i droni?

I satelliti sono molto utili, ma non possono mostrare ogni piccolo dettaglio. Il Carso cambia molto su distanze molto brevi: in pochi metri possono esserci rocce a vista, prati, arbusti, un bordo forestale, terreno nudo o doline. Per questo motivo, i ricercatori hanno anche utilizzato un drone in un'area pilota a Miren-Kostanjevica. 

Il drone ha scattato immagini molto dettagliate a maggio, luglio e novembre 2025, e a febbraio 2026, le quali hanno realizzato mappe a colori, mappe della vegetazione, modelli superficiali e nuvole puntiforme 3D. Con queste immagini, i ricercatori hanno potuto identificare piccoli cambiamenti nella vegetazione e nel terreno durante le stagioni. 

Le immagini dei droni sono particolarmente utili dopo un incendio, perché possono mostrare quali parti del territorio si stanno riprendendo più velocemente e quali sono ancora nude o deboli.

Come si riprende la natura dopo un incendio?

Il recupero dopo un incendio boschivo non è lo stesso ovunque. Nell'area pilota del Comune di Miren-Kostanjevica, colpita dai più grandi incendi nel 2003 e 2022, la vegetazione è tornata a chiazze. Alcuni posti si sono ripresi più velocemente, mentre altri sono rimasti aperti e secchi più a lungo. 

Si è osservata una migliore ripresa vicino ai margini della vegetazione, tra prati e foreste, e in piccoli luoghi favorevoli come le doline. Le doline spesso conservano più terreno e umidità, così la vegetazione può riprendersi più facilmente. Le aree aperte, rocciose e secche di solito si riprendono più lentamente poiché potrebbero avere poco terreno e meno ombra. In questi luoghi secchi, la vegetazione può rimanere rada per diversi anni. 

Questo è un punto importante perché spesso si pensa che un'area bruciata diventi semplicemente di nuovo verde. In realtà, ogni parte del paesaggio si comporta in modo diverso.

Come si riprende la natura dopo un incendio?

Questo tipo di ricerca può aiutare i decisori politici a prendere decisioni migliori. Se sappiamo dove sono avvenuti grandi incendi boschivi in passato, possiamo considerare questi luoghi più propensi ad infiammarsi. 

Se sappiamo dove la natura si riprende lentamente, possiamo pianificare il restauro con maggiore attenzione. 

Se sappiamo che la vegetazione eccessiva aumenta il rischio di incendi boschivi, possiamo pianificare una gestione regolare del territorio. Questo può includere il taglio di troppi arbusti, il mantenimento di alcune aree aperte e il supporto al pascolo dove possibile. 

Nell'area pilota di studio, sono stati tagliati arbusti e il terreno è stato preparato per il pascolo prima di uno dei rilievi invernali. Questo dimostra che la prevenzione degli incendi boschivi è anche una gestione del paesaggio. La sicurezza negli incendi boschivi non è solo compito dei vigili del fuoco, ma dipende anche da come ci prendiamo cura di campi, prati, margini forestali e terreni abbandonati.

Perché è importante il lavoro transfrontaliero?

Gli incendi carsici non sono solo una questione slovena o solo una questione italiana. Il paesaggio esiste al di là del confine, così come il rischio di incendio. Per questo motivo, Slovenia e Italia hanno bisogno di dati condivisi e metodi simili. Entrambe le parti devono essere in grado di confrontare i registri degli incendi boschivi, le immagini satellitari e le osservazioni sul campo. Questo è uno dei valori principali del progetto KARST FIREWALL 5.0. Anche il database sugli incendi boschivi è stato preparato attraverso questo progetto. Lavorare insieme aiuta Comuni, ricercatori e gestori territoriali a comprendere la stessa area allo stesso modo e ciò rende più facile pianificare la prevenzione e il recupero.

Perché sono importanti le mappe su GIS?

GIS significa sistema informativo geografico. In parole semplici, è un modo intelligente per collegare i dati alle mappe. Con il GIS, molti tipi di informazioni possono essere inseriti sulla stessa mappa: vecchi incendi boschivi, immagini satellitari, immagini di droni, uso del suolo, pendenze, vegetazione e appunti sul campo. Quando questi dati vengono visualizzati insieme, il quadro diventa più chiaro. 

Il GIS aiuta a rispondere a domande pratiche:

  • Dove dovrebbe essere sorvegliato più da vicino il territorio? 
  • Dove è più alto il rischio di incendio? 
  • Dove la vegetazione potrebbe aver bisogno di più tempo per riprendersi? 
  • Dove sarebbe più utile la gestione del territorio? 

Il messaggio principale è semplice:

  • satelliti, droni e mappe GIS non sono degli strumenti tecnici usati solo dagli addetti ai lavori, ma sono soprattutto degli strumenti che ci aiutano a proteggere i luoghi in cui viviamo.
Karst Firewall 5.0
Karst Firewall 5.0
pubblicato il 28. 5. 2026

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