Come stanno i nostri fiumi? Cosa accade alle acque sotterranee, spesso invisibili ai nostri occhi ma fondamentali per la vita? A rispondere a queste domande contribuisce una nuova rete di stazioni di monitoraggio automatiche, realizzata nell'ambito del progetto GRENNAT.
La realizzazione del sistema è stata curata dal partner di progetto Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, che ha installato complessivamente 12 stazioni di monitoraggio nell'area compresa tra i comuni di Caorle e Bibione: cinque dedicate alle acque superficiali e sette alle acque sotterranee.
Le stazioni misurano in continuo i principali parametri chimico-fisici dell'acqua, tra cui temperatura e conducibilità elettrica e, in alcuni siti selezionati, anche pH, ossigeno disciolto e livello della falda. In questo modo consentono di monitorare costantemente lo stato delle risorse idriche e di raccogliere dati affidabili a supporto della loro gestione sostenibile nel lungo periodo.
Prima dell'installazione, tutte le stazioni sono state assemblate e collaudate in laboratorio; successivamente i tecnici le hanno installate nei siti individuati. Ogni stazione è dotata di un data logger che trasmette automaticamente le misurazioni a una piattaforma web, dove possono essere visualizzate e analizzate quasi in tempo reale.
La rete realizzata rappresenta una nuova e importante infrastruttura per il monitoraggio delle acque nell'area transfrontaliera. Nel lungo periodo contribuirà a una migliore comprensione delle dinamiche dell'ambiente idrico e metterà a disposizione dati affidabili per la tutela delle risorse naturali e la gestione sostenibile delle aree Natura 2000.
Grazie all'impiego di moderne tecnologie di monitoraggio, il progetto GRENNAT offre un importante contributo a un controllo più efficace dello stato delle acque e al rafforzamento della cooperazione transfrontaliera per la tutela di una delle risorse naturali più preziose: l'acqua.