In un punto piuttosto remoto e accessibile solo con apposita autorizzazione, la squadra di subacquei ha effettuato un’immersione con l’obiettivo di individuare e riportare a terra l’ultima parte voluminosa della balenottera.
Il cranio e il rostro della balenottera comune, morta a Muggia lo scorso anno, sono così finalmente riemersi dalle torbide acque del Golfo, proprio nel punto in cui l’animale era stato precedentemente inabissato.
Il successo dell’operazione non era scontato, soprattutto per il rischio di danneggiare il reperto, ma il recupero si è svolto esattamente come pianificato. Sul fondale rimangono ora solo le parti più piccole, come alcune falangi mancanti.
La squadra congiunta Shoreline – Area Marina Protetta di Miramare ha successivamente consegnato i resti agli esperti dell’Università degli Studi di Padova. Nei prossimi mesi, i medici veterinari del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione si occuperanno della musealizzazione dello scheletro.
L’operazione rientra in un impegno più ampio del progetto Interreg SeaInsights, che mira a studiare le popolazioni di mammiferi marini dell’Alto Adriatico anche attraverso l’analisi di animali rinvenuti morti.
Si attende ora con interesse la ricostruzione completa dello scheletro della balenottera, che sarà esposto al Museo di Storia Naturale di Trieste.