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Il progetto si concentra sull'intersezione tra la storia bellica e industriale nell'area italo-slovena. Dopo investimenti bellici, la regione ha affrontato una crisi post-crollo del Muro di Berlino, portando a disoccupazione e migrazioni. Il progetto mira a valorizzare l'identità bellico-industriale e l'archeologia industriale, coinvolgendo artisti, studenti e imprese. Utilizzando strumenti delle arti contemporanee, punta a promuovere l'innovazione, la formazione transfrontaliera e il turismo sostenibile. I risultati attesi includono atelier creativi, residenze d'artista, eventi culturali e una rete per la valorizzazione del patrimonio industriale.
Gli obiettivi del progetto erano:
- Valorizzare il capitale umano e la storia del territorio trans-frontaliero attraverso l’arte contemporanea, nella volontà di ri-definirsi agli occhi di una storia bellico-industriale che fa parte del DNA dell’area di confine, facendo leva su quegli stessi tratti identitari che in passato hanno reso l’area poco conosciuta e considerata “periferica”;
- Promuovere l’innovazione, facendo incontrare gli operatori della produzione culturale e la comunità locale, con il fine di creare atmosfere creative;
- Valorizzare l’area di confine concentrandosi sulla sostenibilità: essendo l’area caratterizzata dalla presenza di miniere, industrie siderurgiche, cave, cotonifici e fabbriche abbandonate, che si insinuano nell’area serpeggiando lungo il fiume Isonzo, si volevano valorizzare i patrimoni dismessi a favore di un turismo culturale responsabile.
Il progetto ha coinvolto artisti internazionali in residenze transfrontaliere tra Friuli-Venezia Giulia e Slovenia, esplorando il “margine” come spazio generativo di incontro e riflessione. Artisti e artiste da Slovenia, Italia, Serbia, Iran, USA, Sudafrica e Congo, insieme a professioniste da Ucraina, Zambia e Romania, hanno creato opere intrecciate con storie locali, patrimonio industriale e memorie collettive. Al cuore del successo del progetto vi sono i portatori di interesse, una rete ampia e diversificata che ha reso possibile un dialogo vivo e partecipato.
Oltre ai promotori del progetto, molte istituzioni ed enti pubblici hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa assieme ad aziende del territorio, che sono state un elemento chiave per le residenze: ogni artista, ha collaborato direttamente con un’impresa del territorio, confrontandosi con persone, metodi, materiali e storie imprenditoriali del Friuli-Venezia Giulia e della Slovenia.
Guardando al futuro, il progetto punta a un tavolo di lavoro permanente per continuare queste progettualità oltre GO! 2025, radicandole nelle agende locali.
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Sito del progetto: Peripheral Visions