Le foglie di olivo, spesso considerate un semplice sottoprodotto della coltivazione, rappresentano in realtà una risorsa ancora poco valorizzata, ma dalle interessanti potenzialità applicative.
Il 14 novembre 2025 i ricercatori dell’Istituto per l’Olivicoltura ZRS Koper hanno preso parte alla VII Conferenza scientifico-professionale internazionale Innovation and Agribusiness – Mediterranean Agriculture and Agrotourism, tenutasi a Parenzo e organizzata dalla Società Agro-Economica Croata (HAED). Nel programma scientifico è stato presentato un contributo dedicato al potenziale degli estratti di foglie di olivo come base per nuove soluzioni antimicrobiche. Lo studio è frutto della collaborazione tra l’Istituto per l’Olivicoltura e l’azienda Microbium, nell’ambito del progetto BioTech2Agri (Finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia–Slovenia 2021–2027).
Le analisi di laboratorio hanno dimostrato che gli estratti etanolici ottenuti dalle foglie della varietà Istrska belica sono in grado di inibire efficacemente la crescita di diversi microrganismi rilevanti per la sicurezza, tra cui Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus, Candida albicans ed Escherichia coli. I risultati evidenziano l’ampio spettro d’azione dei biofenoli, in particolare dell’oleuropeina, aprendo interessanti prospettive di utilizzo nei settori cosmetico, nutraceutico e agroalimentare.
La valorizzazione della biomassa fogliare, unita alla collaborazione tra trasformatori, ricercatori e imprese, dimostra come materiali considerati fino a poco tempo fa scarti possano entrare a far parte di un modello economico più sostenibile. Percorsi di questo tipo saranno determinanti per rafforzare la resilienza dell’olivicoltura in un contesto in continua evoluzione.