Udine, 10 ottobre 2025 – Una giornata di confronto e approfondimento sull’innovazione sostenibile in acquacoltura si è tenuta all’Università degli Studi di Udine, dove esperti, ricercatori e operatori del settore si sono riuniti per il convegno “Acquacoltura circolare: aggiornamenti su aspetti mangimistici e tecnologici dai progetti Acquainnova 2.0 e CircularRainbow”, che ha visto la partecipazione di otto relatori. Oltre ai 64 presenti in sala, circa 30 persone hanno seguito l’evento online, in modalità ibrida.
L’incontro, ospitato presso la Sala della Vite e del Vino del Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali (Di4A) dell'Università degli studi di Udine, rientra tra le attività di formazione e disseminazione del progetto Circular Rainbow, che mira a introdurre nella troticoltura soluzioni ad alta efficienza tecnologica, come i sistemi RAS digitalizzati, capaci di ottimizzare l’uso dell’acqua, recuperare i reflui e trasformarli in energia o biomassa, riducendo l’impatto ambientale. Parallelamente, il progetto Acquainnova 2.0 si concentra sullo sviluppo di mangimi innovativi per l’acquacoltura circolare, valutandone la sostenibilità economica e ambientale.
Prima parte del convegno
Dopo i saluti del prof. Edi Piasentier, direttore del Dipartimento, e del dott. Andrea Fabris, direttore dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API), gli interventi scientifici hanno tracciato un quadro aggiornato delle ricerche in corso, offrendo spazio a domande e approfondimenti da parte del pubblico.
La prima sessione è stata dedicata all’approccio “circolare” nella formulazione dei mangimi per trota e orata. Il prof. Emilio Tibaldi ha introdotto una nuova metrica, il Material Circulatory Indicator, per misurare la circolarità dei processi produttivi. Il prof. Roberto Pastres ha illustrato i progressi nell’analisi di sostenibilità dei mangimi, anticipando l’uso della Product Environmental Footprint (PEF) per confrontare l’impronta ambientale del pesce allevato con diverse formulazioni. La dott.ssa Giulia Pascon e la prof.ssa Lucilla Iacumin hanno presentato risultati incoraggianti sulla crescita, la resa commerciale e la qualità nutrizionale e microbiologica di orate e trote alimentate con mangimi circolari. La dott.ssa Saida Favotto e il prof. Edi Piasentier hanno condiviso i risultati delle prove sensoriali, evidenziando il buon gradimento dei consumatori verso prodotti ittici più sostenibili. A concludere la sessione, i dott. Yari Vecchio e Margherita Masi hanno presentato uno studio di fattibilità nazionale che mostra come la percezione dei consumatori italiani nei confronti del pesce allevato con mangimi circolari sia complessivamente positiva.
La seconda parte del convegno
La seconda parte del convegno è stata aperta dalla dott.ssa Gloriana Cardinaletti, responsabile scientifica del progetto Circular Rainbow, che ha tracciato lo stato dell’arte della troticoltura nell’area transfrontaliera, sottolineando la necessità di una transizione verso modelli più resilienti e sostenibili. Con un approccio multifattoriale che integra innovazione tecnologica, gestione responsabile dell’acqua e bioeconomia circolare, Circular Rainbow mira a dimostrare la fattibilità di un nuovo paradigma produttivo in cui ogni refluo diventa risorsa. Un tassello chiave del progetto è il RAS Digitale, piattaforma di monitoraggio remoto in tempo reale che consente di seguire i parametri dell’ambiente di allevamento e il benessere dei pesci, suggerendo azioni correttive per migliorare efficienza e performance.Il modello è testato in impianti pilota tra Italia e Slovenia, con l’obiettivo di fornire linee guida operative e replicabili per una troticoltura più efficiente e a basso impatto.
Il dott. Johan Johansen (Istituto Norvegese per la Ricerca sulla Bioeconomia) ha condiviso esperienze internazionali che mostrano come la sostenibilità passi anche attraverso l’efficienza energetica. I sistemi a basso consumo (RASrace), già adottati per l’allevamento del salmone, potrebbero rappresentare una soluzione concreta anche per la trota, in un’ottica di innovazione trasferibile.
Tra gli aspetti più innovativi di Circular Rainbow figura la valorizzazione dei fanghi e dei reflui dei sistemi RAS come materia prima per la produzione di biogas o nuove biomasse. Il dott. Alessandro Chiumenti ha illustrato come la digestione anaerobica dei reflui consenta di ottenere energia rinnovabile, la cui resa varia in funzione della dieta dei pesci.
A completare il quadro, la prof.ssa Francesca Tulli ha presentato risultati promettenti sull’uso delle larve di mosca soldato nera (Hermetia illucens) per la bioconversione della sostanza organica contenuta nei reflui. Il processo genera biomassa utile per altre filiere agro-industriali e un residuo riutilizzabile come ammendante per la rigenerazione del suolo: un ciclo virtuoso che riduce gli scarti e restituisce valore alla materia.
Nel pomeriggio è stata organizzata per tutti i partecipanti una visita guidata agli impianti sperimentali dell’Azienda Agraria A. Servadei dell’Università di Udine, a Pagnacco (UD), dove è stato inaugurato anche l’impianto RAS completato grazie al progetto Circular Rainbow e al cofinanziamento del Programma Interreg Italia- Slovenia. L’impianto con un investimento di circa 80.000 euro è il primo impianto RAS digitalizzato del Triveneto.
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