Nel 2025 la vendemmia nei vigneti sperimentali del progetto IRRIGAVIT, dedicato alla gestione sostenibile dell’irrigazione e del suolo in viticoltura, è iniziata a fine agosto nei siti di prova in Italia e in Slovenia. A Beano di Codroipo, presso l’azienda Pantianicco, i ricercatori del Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali dell’Università degli Studi di Udine (DI4A Uniud) hanno collaborato con i colleghi del partner sloveno Kmetijski inštitut Slovenije (KIS) per la raccolta delle uve di Pinot grigio. Nel vigneto sono state confrontate, per due stagioni, diverse strategie di deficit irriguo. L’attività ha previsto il monitoraggio dello stato idrico delle piante e la calibrazione del sistema decisionale DSS sulla base del potenziale idrico misurato prima dell’alba (Ψpd).Le tesi messe a confronto hanno incluso una condizione ben irrigata (WW), una strategia con deficit lieve (Def 1), una con deficit da lieve a moderato (Def 2) e una con deficit moderato (Def 3). Questo confronto ha permesso di valutare in modo progressivo gli effetti della riduzione degli apporti irrigui sulla risposta fisiologica della vite, sulla maturazione delle uve e sui principali parametri produttivi.
Nella stessa azienda è stata inoltre realizzata una prova dimostrativa su Glera, impostata secondo lo stesso schema sperimentale utilizzato per il Pinot grigio. Anche in questo caso, durante la stagione estiva, sono stati misurati il potenziale idrico della vite e l’andamento della maturazione attraverso campionamenti periodici delle uve. Alla vendemmia sono stati valutati i parametri produttivi e sono state avviate microvinificazioni sperimentali, utili per la successiva valutazione organolettica dei vini ottenuti.
Nel complesso, in Italia sono state condotte due prove sperimentali dedicate all’irrigazione e due alla gestione del suolo, con l’obiettivo di rafforzare i protocolli proposti dal progetto. Attività analoghe sono state realizzate anche in Slovenia, in un percorso condiviso tra i partner transfrontalieri.
L’obiettivo finale di IRRIGAVIT è integrare i risultati raccolti con le conoscenze già sviluppate nel precedente progetto Interreg V-A Italia-Slovenia “Acquavitis”, così da definire nuove linee guida per la gestione dell’irrigazione e del suolo nei vigneti dell’area transfrontaliera. Le indicazioni prodotte potranno supportare i viticoltori nell’adottare strategie più efficienti e sostenibili, in particolare in un contesto climatico sempre più variabile.
Il monitoraggio prosegue nel 2026
Le attività di monitoraggio proseguono anche nel 2026, in una stagione caratterizzata da temperature particolarmente elevate, con valori prossimi ai 40 gradi. In Friuli Venezia Giulia l’andamento climatico e l’avvio della fase di invaiatura potrebbero favorire un anticipo della vendemmia, anche se il calendario effettivo dipenderà dall’evoluzione meteorologica delle prossime settimane. In questo scenario, il monitoraggio dello stato idrico della vite e la valutazione delle risposte delle piante restano strumenti fondamentali per accompagnare le decisioni agronomiche in campo. Con queste premesse, i viticoltori del territorio si preparano a una stagione impegnativa, nella quale la gestione dell’acqua e del suolo continuerà a svolgere un ruolo centrale per preservare qualità, equilibrio produttivo e resilienza dei vigneti.