La vendemmia 2025 in Slovenia rappresenta un passaggio importante per comprendere l’evoluzione della viticoltura nell’area transfrontaliera e per leggere, con maggiore consapevolezza, le prospettive dell’annata 2026. Nei territori coinvolti da IRRIGAVIT, la raccolta ha confermato quanto la gestione dell’acqua e del suolo sia ormai un fattore centrale per mantenere l’equilibrio del vigneto e la qualità delle uve in un contesto climatico sempre più variabile.
In Slovenia, l’annata 2025 è stata seguita con particolare attenzione nei vigneti sperimentali e dimostrativi del progetto. A Šmarje, i ricercatori del Kmetijski Inštitut Slovenije hanno monitorato la varietà Pinela attraverso prove di irrigazione a deficit controllato, confrontando diverse strategie idriche e valutando nel tempo lo stato fisiologico della vite, l’andamento della maturazione e le caratteristiche qualitative delle uve. Il lavoro svolto in campo ha permesso di raccogliere dati utili per comprendere come la vite reagisce alla disponibilità d’acqua e come le scelte irrigue possano incidere sul risultato finale. Accanto alle prove su Pinela, le prove dimostrative in Slovenia hanno coinvolto anche su Merlot in Goriška Brda e su Chardonnay nella Vipavska dolina. Questi vigneti hanno offerto un quadro più ampio della risposta delle diverse varietà e dei diversi ambienti pedoclimatici alla gestione dell’acqua. Il monitoraggio del potenziale idrico, il campionamento delle uve e l’analisi delle curve di maturazione hanno confermato l’importanza di decisioni tempestive e basate su dati oggettivi. La vendemmia ha quindi fornito un’occasione concreta per valutare il ruolo dell’irrigazione razionale non come semplice intervento di emergenza, ma come strumento di adattamento. In annate caratterizzate da alternanza di periodi caldi, fasi asciutte e possibili eventi estremi, la vite può trovarsi in condizioni di stress che influenzano la maturazione, l’equilibrio tra zuccheri e acidità, la freschezza e il profilo aromatico delle uve. Per questo la conoscenza del vigneto diventa decisiva.
Il quadro emerso è coerente con le tendenze osservate più in generale nel settore vitivinicolo europeo: vendemmie sempre più legate alla variabilità climatica, alla disponibilità idrica e alla capacità di intervenire nel momento giusto. Le esperienze di IRRIGAVIT mostrano che il monitoraggio continuo permette di interpretare meglio la risposta della pianta e di orientare le scelte agronomiche verso una maggiore sostenibilità. I dati sono stati raccolti in report 1.2.1.
Guardando alla vendemmia del 2026, il quadro che si profila richiama con forza le criticità evidenziate già l’anno scorso: ondate di calore prolungate, temperature elevate, notti calde e periodi sempre più lunghi senza precipitazioni non sono più eventi eccezionali, ma condizioni con cui la viticoltura deve confrontarsi sempre più spesso. La vite è una pianta resistente, capace di sopportare anche momenti di caldo intenso, ma fatica quando siccità e alte temperature si sommano per molti giorni, generando uno stress che accelera la maturazione e può modificare equilibrio, acidità e profilo aromatico delle uve. Per questo la vendemmia 2026 dovrà essere seguita con particolare attenzione: se l’andamento climatico resterà stabile, l’avvio della raccolta potrebbe collocarsi già intorno al 15 agosto, rendendo decisivi il monitoraggio dei vigneti, la lettura dello stato idrico della vite e una gestione mirata dell’acqua per preservare qualità ed equilibrio produttivo.