Quest’estate il partner di progetto Prostorož sta studiando le ondate di calore di Lubiana direttamente sul campo, utilizzando sensori, questionari e schede di osservazione.
Durante le giornate di caldo estremo, il team rileva come le persone utilizzano gli spazi esterni delle strutture sanitarie di Lubiana e confronta i risultati con i comportamenti osservati nelle normali giornate estive. Dove aspettano i pazienti? Dove mangiano i dipendenti? Quali percorsi e panchine si svuotano con l’aumento delle temperature?
Attualmente le aree verdi coprono circa il 13% dell’area interessata, vale a dire all’incirca la metà del 25% raccomandato dal Ministero dell’Ambiente e della Pianificazione territoriale. Attraverso lo studio delle modalità di utilizzo degli spazi, Prostorož intende individuare le zone in cui la carenza di verde è più critica, ovvero i luoghi in cui pazienti, visitatori e personale sono esposti al caldo estremo con maggiore frequenza e intensità. Particolare attenzione è dedicata ai tre rifugi climatici già realizzati nell’area del Centro medico universitario di Lubiana: come vengono utilizzati, quanto sollievo offrono effettivamente e quali elementi risultano ancora carenti.
Per integrare le osservazioni con dati quantitativi, Prostorož misura anche la temperatura dell’aria in otto punti distribuiti nell’intera area, compreso un punto di controllo nel più vicino parco ombreggiato. I risultati mostrano chiaramente l’importanza del verde: tra le aree pavimentate ed esposte al sole e quelle verdi e ombreggiate, distanti tra loro soltanto poche centinaia di metri, la differenza di temperatura può raggiungere i 4 °C.
Il caldo estremo non rappresenta un problema soltanto nell’area delle strutture sanitarie di Lubiana. Nonostante sia considerata una delle capitali più verdi d’Europa, Lubiana sta vivendo un’ondata di calore prolungata e intensa, ulteriormente aggravata dall’effetto dell’isola di calore urbana. Insieme agli abitanti della città, Prostorož sta mappando le aree verdi pubbliche che, secondo l’esperienza dei residenti, garantiscono un raffrescamento sufficiente quando le temperature superano i 30 °C.
L’approccio si basa su un recente studio condotto a Bochum, una città di dimensioni paragonabili a Lubiana. L’indagine utilizza un sistema informativo geografico partecipativo (PPGIS), un metodo che raccoglie le conoscenze locali chiedendo ai residenti di indicare i luoghi direttamente su una mappa. L’obiettivo è mettere in evidenza le disuguaglianze nell’accesso ad aree verdi capaci di offrire refrigerio nei diversi quartieri della città.
Nella foto: sensore di temperatura sul lungofiume Šuštarjevo nabrežje a Lubiana. Foto: Prostorož.