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Pasolini Co-Lab

Lo scopo dei CoLab nel progetto 4P era quello fornire momenti di formazione di competenze tra i giovani nel settore delle imprese culturali e creative, con lo scopo di favorire la rivitalizzazione di aree degradate. Come caso studio del progetto si è preso il Parco Kajzer di idrija, luogo principale del sito iscritto nella lista del patrimonio mondiale in quanto struttura di estrazione del mercurio, da diversi anni abbandonata ed in stato di avanzato degrado. Nel parco insiste anche un edificio, non protetto, che è stato identificato come il luogo di residenza di Pier Paolo Pasolini durante il suo anno di permanenza a Idrija all’inizio degli anni 30 del secolo scorso, edificio oggi in stato di degrado, ma con evidenti potenzialità a servizio del riuso del parco stesso.

 

I CoLab descritti in questo rapporto si riferiscono a due laboratori condotti dall’università di Nova Gorica, unità di Cultural Heritage Studies supportata dalla facoltà di Umanistica e dalla Accademia d’Arte, insieme con i partner locali di Idrija, ovvero il Comune e la Agenzia di sviluppo ICRA. I due laboratori si sono tenuti nella settimana del 13-17 aprile 2026 a idrija, strutturandosi in modo diverso perché’ il primo si è rivolto a studenti del ginnasio locale, mentre il secondo a studenti internazionali con competenze di base in materia di industrie culturali e creative e diverse esperienze applicate.

Primo CoLab, Laboratorio del 13 aprile 2026 sulla Interpretazione del Patrimonio Culturale

Per Idrija la valorizzazione del patrimonio culturale rappresenta una sfida e un’opportunità da condividere con le nuove generazioni. Una piccola cittadina, sito nella lista del patrimonio mondiale, con un patrimonio culturale eccezionale ha bisogno di confrontarsi anche con le nuove generazioni, che necessitano di essere stimolate per sviluppare una attenzione rispetto al contesto storico e sociale in cui crescono.  In quest’ottica, peraltro supportata dal Comune di Idrija e dall’Agenzia di Sviluppo locale ICRA che hanno insistito perché ci fosse una attenzione verso le nuove generazioni tramite confronti intergenerazionali, il primo laboratorio ha coinvolto studenti della scuola secondaria, invitandoli a riflettere sull’identità del luogo attraverso l’esempio concreto del Kajzer Park e della casa che ospitò Pier Paolo Pasolini. L’obiettivo era duplice: da un lato, far emergere una consapevolezza critica rispetto a ciò che costituisce patrimonio, sia materiale che immateriale, e dall’altro, stimolare una partecipazione attiva nella lettura, interpretazione e immaginazione di nuovi possibili usi degli spazi storici. Va inoltre detto che scegliere un gruppo di studenti della scuola secondaria (la scuola primaria non poteva essere coinvolta per ragioni di calendarizzazione scolastica), è servito anche a costruire un parallelo temporale con Pier Paolo Pasolini, che visse ad Idrija all’età di 9-10 anni.

L’esperienza si è articolata a partire da una solida introduzione teorica sui diversi aspetti del patrimonio culturale così come consolidati dalla dottrina e dal dibattito internazionale, includendo valori storici, artistici, educativi, economici ed emotivi, nonché i concetti di autenticità e integrità.  

Dopo tale introduzione gli studenti, suddivisi in gruppi, hanno lavorato su fotografie, planimetrie e testimonianze, esercitandosi nell’analisi dell’autenticità e dell’integrità dei luoghi. Questo processo li ha portati a confrontarsi su quali elementi mantenere, modificare o ripensare, e a discutere il significato stesso di patrimonio in rapporto alle generazioni e al tempo. L’aspetto più rilevante emerso dal confronto e dal lavoro in gruppo degli studenti è stato il chiaro bisogno di confrontarsi con lo spazio e il paesaggio, lavorare sul riconoscimento delle cose e sulla valorizzazione delle stesse, osservando dettagli, riflettendo sui valori e immaginando trasformazioni rivolte alla valorizzazione dei luoghi. Altro aspetto importante è stata sicuramente l’occasione di parlare di Pasolini ai giovani, permettendo loro di pensare ad una figura per loro sconosciuta pur evidentemente importante sotto una ottica differente, ovvero quella dell’aura lasciata e della responsabilità che abbiamo oggi di proteggerla in tutta la sua potente evanescenza.

Il laboratorio si è rivelato un’occasione preziosa per introdurre diverse competenze critiche nella formazione delle nuove generazioni, introducendo concetti relativi alla protezione e valorizzazione del patrimonio in forma diversa rispetto a quella ad oggi presente nei curricula scolastici. Inoltre, esso ha chiaramente contribuito a rafforzare la consapevolezza dell’importanza del parco Kajzer (molti studenti non lo conoscevano e non lo hanno mai visto non abitando nel centro di idrija ma nelle frazioni) e della casa di Pasolini, essendo percepiti non solo come luoghi da preservare, ma come elementi di educazione intergenerazionale.

I principali concetti affrontati

Comprendere il patrimonio culturale è fondamentale per apprezzare non solo il nostro passato, ma anche i modi in cui esso plasma attivamente il nostro presente e il nostro futuro. Alla sua essenza, il patrimonio culturale è la memoria collettiva e l'identità territoriale delle comunità, espressa attraverso forme sia tangibili che intangibili. Il patrimonio culturale tangibile include monumenti, edifici, siti e paesaggi, come il notevole patrimonio minerario di Idrija, che è riconosciuto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Queste tracce fisiche del genio umano ci ricordano l'ingegnosità, l'artigianato e l'arte delle generazioni precedenti. Allo stesso tempo, il patrimonio culturale immateriale—che comprende tradizioni, performance, rituali, conoscenze e abilità—assicura che valori, lingue e legami comunitari vengano trasmessi, come si vede in pratiche come la famosa produzione di merletti a fuselli di Idrija o l'apicoltura tradizionale slovena.

 

L'autenticità e l'integrità sono essenziali per comprendere il valore del patrimonio. L'autenticità riguarda la credibilità delle tradizioni e degli oggetti, assicurando che ciò che preserviamo e trasmettiamo sia fedele alle sue origini. L'integrità si riferisce all'unità di un sito o di una pratica del patrimonio, alla sua conservazione come un tutto completo, funzionale e significativo. Tuttavia, i valori del patrimonio culturale vanno ben oltre la storia o l'estetica. Il patrimonio possiede un sistema di valori totale: offre benefici economici, sociali, scientifici, emotivi e spirituali. La storica miniera di mercurio di Idrija, ad esempio, non è solo un monumento al patrimonio industriale; è anche un catalizzatore per l'istruzione, il turismo, la ricerca e l'innovazione creativa. La conservazione e il riutilizzo adattivo dei siti patrimoniali, come la trasformazione di vecchi mulini, arsenali o case tradizionali, richiedono competenze diverse, dagli ingegneri e architetti agli storici, artisti e artigiani.

La discussione sui valori si è concentrata principalmente su come gli economisti abbiano riconosciuto molti effetti dell'eredità culturale, alcuni dei quali sono ovvi a tutti, come la componente artistica o storica, e altri che sono molto meno conosciuti ma cruciali per arricchire la stessa eredità. L'uso e il non uso del patrimonio, così come quelli che comprendono il valore culturale, che è determinato da una densa collezione di valori macro e micro che possono essere collegati a persone, organizzazioni, epoche, comunità, ecc., sono specificamente inclusi qui come componenti del valore economico. Esaminando il Parco Kajzer e la casa di Pasolini, ad esempio, si rivela che la presenza di Pasolini nel complesso industriale aggiunge nuovi valori, ovvero indizi significativi che aumentano il valore totale del complesso.

Questo ci porta naturalmente al concetto delle Industrie Culturali e Creative (ICC). Le ICC rappresentano un settore dinamico in cui il patrimonio ispira e genera nuove forme di creatività e occupazione—ben oltre il turismo. I progetti di restauro, il design, il cinema, le arti performative, i contenuti digitali e molti altri campi creativi sono radicati nelle competenze, nelle storie e nei valori ereditati dal passato. A Idrija, le attività CCI stanno contribuendo a rivitalizzare la città, creare posti di lavoro e connettere le tradizioni locali con il pubblico globale.

Il lavoro sull’edificio che ospitò Pasolini, come esperienza spaziale e di confronto con i concetti di autenticità e integrità, nonché’ sui valori del patrimonio, è stato introdotto tramite una descrizione dell’edificio stesso che poi gli studenti hanno anche ricevuto come materiale stampato. Qui sotto alcune delle immagini proposte.

 

In conclusione, preservare il patrimonio culturale non è un atto passivo, è un motore per lo sviluppo sostenibile, l'innovazione e la coesione sociale. Arricchisce le nostre vite, crea opportunità in diversi settori e garantisce che le storie uniche di luoghi come Idrija continuino a ispirare le generazioni future. Come studenti delle scuole superiori e futuri professionisti, riconoscere la diversità e la profondità dei valori del patrimonio può darvi il potere di essere sia i suoi custodi che innovatori, in quasi qualsiasi campo e lavoro.

Secondo CoLab, Laboratorio del 17 aprile 2026 sul futuro del Kajzer Park come spazio sociale e creativo

Il secondo laboratorio, ha visto protagonisti studenti universitari internazionali provenienti da Slovenia, Italia, Serbia, Macedonia del Nord, Grecia, Portogallo, Lettonia, Turchia, professionisti, rappresentanti della comunità e portatori di interesse locali, chiamati a interrogarsi sulle potenzialità delle Industrie Culturali e Creative (CCI) come motore di impiego e di rigenerazione spaziale e/o territoriale. L’obiettivo del laboratorio era la definizione di strategie innovative per il riuso del Kajzer Park e della casa di Pier Paolo Pasolini, per poter collegare il patrimonio storico al presente e al futuro di Idrija.

 

Il laboratorio si è strutturato secondo la agenda seguente:

Time (min)Attività - Modulo
11.00 – 12.00Benvenuto ai partecipanti da parte di UNG, ICRA e del Comune di Idrija e pranzo tipico. A seguire, passeggiata verso il Parco Kajzer.
12.15 – 12.45Introduzione e inquadramento: saluti introduttivi, presentazione degli obiettivi del workshop e introduzione al quadro delle Industrie Culturali e Creative (CCI).
12.45 – 13.45Visita al Parco Kajzer e introduzione alle sue principali caratteristiche. Presentazione della storia del sito, della casa di Pasolini e della prevista rivitalizzazione dell'area. Durante la visita sarà proposto anche un breve approccio esperienziale e di lettura del sito, basato sul movimento, sull'attenzione e sulle impressioni condivise, affinché il successivo lavoro di elaborazione della visione parta già da un'esperienza più diretta e situata del luogo.
13.45 – 14.30Primo workshop sulle opportunità offerte dalle Industrie Culturali e Creative per il Parco Kajzer e la sua trasformazione.
14.30 – 15.30Presentazione del panorama culturale, delle organizzazioni non governative e del settore artistico/architettonico/del design/artigianale della regione di Idrija e Cerklje, a cura di Matevž Štravs di ID20.
15.30 – 16.30

Elaborazione della visione di gruppo – Il parco come polo CCI (Parte 1): i partecipanti si dividono in piccoli gruppi per sviluppare idee per il riutilizzo degli spazi esterni del parco e dell'area circostante, con particolare attenzione ad attività accessibili e sviluppate dalla comunità. Elaborazione della visione di gruppo

Reimmaginare la casa di Pasolini (Parte 2): i gruppi proseguono sviluppando un concept dettagliato per il riutilizzo della casa di Pasolini, trasformandola in un vivace polo culturale e creativo.

16.30 – 17.30Dalle idee alle azioni – Calendario annuale degli eventi: i gruppi elaborano una bozza di calendario annuale degli eventi che potrebbero essere ospitati nel Parco Kajzer, garantendo una combinazione di attività culturali, educative e rivolte alla comunità.
17.30 – 18.00Prossimi passi e conclusioni: ogni gruppo presenta brevemente le proprie idee principali. Segue una discussione congiunta su come procedere, individuare potenziali partner e reperire i primi finanziamenti. Conclusione del workshop.
18.00 – 18.30Passeggiata di ritorno lungo il Percorso Pasolini verso il cinema.
19.00 – 20.30Proiezione del film AMANDO MIO – Passione di un artista, degli autori Matjaž Mrak e Robi Šabec, presso il cinema di Idrija, risultato del primo CoLab

 

Combinando visite esperienziali, presentazioni formali dai portatori di interesse locale, tavoli di progettazione con portatori di interesse locali.

Dopo una visita guidata e una presentazione sul valore storico del sito e sulle prospettive offerte dalle CCI, Imprese Culturali Creative, i partecipanti sono stati suddivisi in gruppi per sviluppare idee progettuali concrete. L’obiettivo dichiarato era quello in immaginare il parco come uno spazio flessibile, una sorta di incubatore, pensando alla casa di Pasolini come elemento di iniziale trasformazione.

Tra le proposte emerse spicca la trasformazione della casa di Pasolini in una “Kulturhaus” multifunzionale, ovvero una casa della cultura, foresteria, residenza artistica e centro per eventi e attività commerciali. Il parco viene immaginato come spazio dinamico, animato durante tutto l’anno da festival, mercatini, laboratori, mostre, eventi musicali e performance, in stretta connessione con le tradizioni artigianali e minerarie di Idrija e con la figura di Pasolini.

Secondariamente si è tentato di sviluppare un piano di azione per il parco. Il piano d’azione delineato prevede una progressiva articolazione in tre fasi: 

  • avvio con eventi pilota e residenze brevi, riattivando la “casa” di Pasolini come foresteria e luogo di ritrovo per locali ed esterni;
  • lo sviluppo di programmi stagionali e laboratori, inclusi i campi di lavoro estivi per il recupero del parco stesso e delle sue architetture, utilizzando gli spazi dismessi del parco;
  • fino all’istituzionalizzazione di una struttura di gestione, governance, stabile che coinvolga attivamente la comunità locale e gli attori culturali. 

Particolare attenzione viene riservata all’inclusione dei giovani, ai linguaggi contemporanei e alla sostenibilità economica e sociale delle iniziative, attraverso la valorizzazione delle competenze e dei saperi locali, la produzione di contenuti innovativi e la costruzione di reti collaborative.

Il ruolo delle CCI si rivela determinante per garantire la vitalità e la resilienza del progetto: la collaborazione tra artisti, artigiani e creativi locali, la promozione di eventi che dialogano con la storia e la memoria del territorio, e l’apertura a linguaggi sperimentali rappresentano le chiavi di volta per un modello di gestione capace di adattarsi e rinnovarsi nel tempo. La figura di Pasolini, con la sua poliedricità e la sua capacità di ispirare nuove narrazioni, diventa il fulcro simbolico intorno al quale costruire una comunità creativa e inclusiva.

I principali concetti affrontati

Il materiale di riferimento dell'UNESCO utilizzato per il workshop definisce le industrie culturali come settori che combinano creazione, produzione e commercializzazione di beni e servizi, la cui caratteristica distintiva è la natura intangibile del contenuto culturale, generalmente protetto da copyright.  Distinguono anche i servizi culturali come attività intangibili che rispondono a idee o esigenze culturali e sostengono iniziative culturali, siano esse fornite da istituzioni pubbliche, fondazioni, organizzazioni private o strutture miste.

Per Kajzer Park questa distinzione è importante.  Il sito non dovrebbe essere pianificato solo come un luogo culturale di servizio pubblico, né solo come un incubatore di imprese dell'industria creativa.  Il materiale del workshop suggerisce che entrambe le dimensioni siano necessarie:

  • servizi culturali come interpretazione, educazione, accesso alla comunità, programmi guidati e mediazione del patrimonio;
  • e attività dell'industria culturale come residenze, artigianato, mostre, design, produzione audiovisiva, editoria, festival, mercati e formati di nuovi media.

Questo modello misto si adatta all'obiettivo del workshop: interpretare la presenza di Pasolini a Idrija attraverso la produzione culturale contemporanea piuttosto che attraverso una mera commemorazione statica.  Collega anche il sito alla questione più ampia di come gli spazi ex-industriali e di patrimonio possano diventare infrastrutture culturali attive. In particolare: 

  • Cosa sono le CCI? Le Industrie Culturali e Creative sono settori economici che producono e distribuiscono beni e servizi basati sulla cultura, sull'arte e sul patrimonio. Combinano creatività e imprenditorialità, generando occupazione, ricchezza e valore culturale. Secondo l'UNESCO, si basano sulla creatività, sulla conoscenza e sulla proprietà intellettuale per creare valore culturale, economico e sociale.
  • I principali settori delle CCI includono: patrimonio culturale (musei, siti storici), arti visive e artigianato (pittura, scultura, lavorazione del merletto, ceramica), arti performative (musica, teatro, danza), editoria (libri, riviste), audiovisivo e multimedia (cinema, televisione, videogiochi, arte digitale) e design e servizi creativi (moda, graphic design, architettura).
  • Perché le CCI per la rigenerazione? Le CCI sono riconosciute come un efficace motore di rivitalizzazione urbana. Per un luogo come il Parco Kajzer, possono contribuire a trasformare un'ex area mineraria dismessa in un centro creativo che promuova la partecipazione attiva e la socialità, come previsto dal gruppo di lavoro locale. Questo approccio è inoltre in linea con i valori del Nuovo Bauhaus Europeo dell'UE, che comprendono sostenibilità, inclusione ed estetica.
  • Esempi di hub culturali urbani e periurbani esistenti: Basis, https://basis.space/en/, BASE, https://base.milano.it/en/, Pakhuis de Zwijger, https://dezwijger.nl/, 104-CentQuatre, https://www.104.fr/en/, Luma Arles, https://luma.org/en/arles/the-parc-des-ateliers, ecc.

Naturalmente si sono affrontate più in dettaglio le caratteristiche storico-spaziali del parco, anche con il contributo di attori locali come l’ID20, associazione molto conosciuta e premiata in Slovenia per le attività di partecipazione sul patrimonio.

  • Storia: Il Parco Kajzer è un ex complesso minerario che costituiva uno dei tre principali ingressi alla miniera di mercurio di Idrija.
  • Status UNESCO: Dal 2012 fa parte del sito del Patrimonio Mondiale UNESCO Eredità del mercurio. Almadén e Idrija.
  • Situazione attuale: L'area circostante gli edifici è interessata dalla contaminazione del suolo e la città di Idrija, circondata da foreste, dispone di pochissimi spazi verdi pubblici nel centro urbano. Il Comune sta lavorando attivamente alla rivitalizzazione dell'area e ha ottenuto finanziamenti dal Ministero della Cultura e dal programma Città alpina dell'anno. Un gruppo di lavoro ha elaborato linee guida affinché il sito diventi un centro di creatività e di partecipazione attiva per i residenti e le comunità circostanti. Tra le attività già esistenti vi sono concerti occasionali, installazioni artistiche e workshop per studenti.
  • Chi era e Il legame con Pasolini: Nell'ottobre del 1930, il giovane Pier Paolo Pasolini (1922–1975), celebre poeta, scrittore e regista italiano, si trasferì a Idrija con la famiglia per un anno scolastico. Frequentò la quarta classe nella città. Per commemorare il suo soggiorno, Idrija fa oggi parte del progetto europeo Interreg 4P, che prevede la creazione di un percorso tematico circolare attraverso la città, comprendente la casa in cui visse e un'area balneare sul fiume Idrijca. Questa casa può diventare un importante punto di riferimento culturale.

I risultati: dalle idee e proposte per la gestione futura del Kajzer Park al ruolo delle CCI

L’idea centrale emersa dai workshop riguarda la trasformazione della casa di Pasolini e del Kajzer Park in una vera e propria Casa della Cultura in senso lato (ispirandosi alla poliedricità di Pasolini), una Kulturhaus permanente e creativa. Questo spazio assumerebbe una funzione poliedrica, diventando al contempo una foresteria e una residenza per artisti, studenti e ricercatori, oltre che un luogo destinato a mostre, laboratori ed eventi pubblici. In parallelo, la casa si configurerebbe come un centro di interpretazione e narrazione del patrimonio locale, capace di connettere la memoria industriale con la creatività contemporanea e con tutta la comunità di Idrija.

Un aspetto fondamentale di questo modello è la programmazione annuale, pensata per alternare varie tipologie di attività e mantenere il parco vivo tutto l’anno. Le proposte includono residenze brevi per giovani artisti e creativi, campi estivi e laboratori dedicati al restauro, all’artigianato e al design, così come mercatini e fiere incentrati sui prodotti tipici locali. A queste attività si affiancano eventi tematici stagionali, come festival musicali, rassegne cinematografiche, laboratori di poesia, mostre fotografiche e spettacoli teatrali all’aperto. Un’attenzione particolare viene riservata agli spazi progettati per favorire la socialità giovanile e l’incontro tra diverse generazioni, con aree verdi, zone per praticare yoga, incontri serali, club e pub tematici.

La connessione con le Industrie Culturali e Creative è ritenuta essenziale per garantire la sostenibilità sia culturale sia economica del progetto. La valorizzazione dei mestieri e dei saperi locali avviene attraverso workshop e mercatini, mentre la collaborazione tra artisti, residenti e artigiani del territorio contribuisce a una produzione culturale ricca e radicata. Si immagina una fiorente attività di creazione di contenuti audiovisivi, digitali, editoriali e performativi, ispirati sia alla storia di Pasolini che al patrimonio di Idrija. Particolare rilievo viene dato ai linguaggi giovanili e sperimentali – dalla musica punk e alternativa fino a eventi rave e festival di cinema underground – sempre nel rispetto delle regole di sicurezza e della convivenza tra tutti i partecipanti.

La figura di Pasolini rappresenta un elemento patrimoniale in grado di ispirare nuove attività e narrazioni. La sua esperienza a Idrija viene assunta come catalizzatore per ulteriori pratiche creative e didattiche. Si immaginano eventi dedicati, come festival cinematografici con la proiezione dei suoi film, rassegne di poesia e letteratura, laboratori di scrittura e giornalismo. Le residenze tematiche potranno accogliere giovani artisti e studiosi interessati ai temi cari a Pasolini, come la marginalità, il linguaggio, il paesaggio, l’identità e il dialogo tra culture. Prenderanno forma progetti di narrazione e storytelling, tra cui passeggiate letterarie, installazioni sonore e mostre interattive in cui la memoria di Pasolini si intreccia con quella dei minatori di Idrija.

Non mancheranno attività educative rivolte alle scuole, con percorsi su cinema, teatro e giornalismo che coinvolgeranno esperti e professionisti in collaborazione con studenti e comunità. Infine, gli spazi saranno aperti alla sperimentazione e a linguaggi fuori dagli schemi tradizionali, come la musica alternativa, le performance e le arti liminali, sempre mediati da un dialogo costruttivo con la comunità locale e con un’attenzione particolare alla sicurezza e all’inclusività.

Il senso di un’iniziativa di questo tipo

L’iniziativa Pasolini Co-Lab, si radica nella volontà di utilizzare il Kajzer Park di Idrija non solo come luogo di memoria, ma come piattaforma dinamica per la formazione, la creatività e la rigenerazione urbana e sociale. Il parco diventa qui il “caso studio” per una sperimentazione culturale rivolta soprattutto alle nuove generazioni, attraverso approcci creativi e interdisciplinari. I CoLab hanno dimostrato di sensibilizzare i giovani sul valore del patrimonio culturale, sia tangibile sia intangibile; sperimentare processi partecipativi, dove i ragazzi sono coinvolti nella valutazione e nella progettazione di nuove funzioni per il parco; promuovere l’incontro fra patrimonio, creatività e innovazione, visto che il parco non è visto come semplice monumento, ma come luogo in cui il passato dialoga con le esigenze e le visioni del presente e del futuro; Integrare la figura di Pasolini come “strato” culturale aggiuntivo, ovvero un valore aggiunto su uno spazio di grande potenza storico, culturale e sociale e la permanenza del poliedrico umanista a Idrija negli anni ’30 viene letta come valore ispiratore, capace di stimolare nuove narrazioni e attività legate ai suoi molteplici interessi (letteratura, cinema, teatro, poesia, giornalismo).

Dall’esperienza dei due laboratori del CoLab emerge con chiarezza che iniziative di questo genere sono altamente replicabili, purché progettate con attenzione al coinvolgimento diretto degli studenti: la formazione è stata pensata come un percorso attivo, in cui i giovani sono chiamati a riflettere su cosa sia patrimonio, come valutarlo, quali valori possieda (economici, artistici, storici, emotivi, educativi), e come proporre nuovi usi degli spazi; ad una metodologia laboratoriale, guidando i partecipanti attraverso strumenti concreti (analisi di fotografie, progetti architettonici, mappe, storie, materiali d’archivio) e attività di gruppo (brainstorming, mappe mentali, simulazioni, role-play); all’attenzione all’inclusione, in quanto le attività sono state adattate sia a chi vive stabilmente a Idrija sia a chi vi studia ma proviene da altre località, con particolare attenzione alle esigenze di trasporto e accessibilità; alla flessibilità dei formati, visto che la progettazione degli eventi e delle attività ha previsto sia momenti temporanei (workshop, campi estivi, eventi pilota) sia idee per programmi annuali e stabili (residenze artistiche, festival, mercati, laboratori).

Questi elementi garantiscono la fattibilità e la scalabilità delle iniziative, potendo essere adattati sia ad altri siti patrimoniali che a differenti contesti sociali e generazionali. In quanto tali, essi possono essere in futuro ripetuti per la viabilità del progetto 4P, in associazione ad altre importanti iniziative come i percorsi transfrontalieri e la seasonal school

Conclusioni

L’esperienza dei workshop realizzati a Idrija offre spunti significativi per riflettere sulla replicabilità di iniziative simili in altri contesti. Il successo di questi percorsi risiede innanzitutto nella capacità di coinvolgere attivamente le nuove generazioni, stimolandole a riflettere sui valori del patrimonio e a immaginare scenari innovativi per la sua valorizzazione. L’approccio laboratoriale, basato sull’analisi partecipata, la progettazione condivisa e l’attenzione all’inclusione, si è dimostrato efficace per favorire un apprendimento esperienziale e per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.

La flessibilità dei format adottati – che prevedono sia eventi temporanei che programmi annuali stabili – consente di adattare il modello a diverse tipologie di siti e comunità, favorendo la contaminazione tra passato e presente, tra tradizione e innovazione. Fondamentale appare la costruzione di partnership solide tra enti locali, scuole, associazioni e industrie creative, così come la definizione chiara di responsabilità, governance e sostenibilità a lungo termine.

In conclusione, l’iniziativa Pasolini Co-Lab dimostra che la rigenerazione del patrimonio può diventare un motore di innovazione sociale, culturale ed economica, capace di trasformare luoghi della memoria in laboratori permanenti di creatività e futuro. La figura di Pasolini, con la sua forza evocativa e la sua capacità di ispirare, offre un ulteriore livello di significato, rendendo il Kajzer Park un esempio virtuoso di come il patrimonio possa essere vissuto e reinventato dalle nuove generazioni.

4p
Pasolini co-lab
pubblicato il 05. 10. 2026

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