Giovedì 5 febbraio Shoreline ha ospitato il primo multistakeholder forum dedicato alla stesura di linee guida transfrontaliere per il monitoraggio della biodiversità dell’Alto Adriatico per il progetto SeaInsights: Investigare il mare.
L’evento si è svolto nell’ambito del pacchetto di lavoro Scienza e coinvolgimento degli stakeholder per la conservazione e la gestione dell’Alto Adriatico, che si rivolge a esperti, ricercatori e rappresentanti di istituzioni e organizzazioni attive nei campi della ricerca marina, della conservazione e della gestione ambientale, per trovare insieme soluzioni adatte alle specificità di zone transfrontaliere.
Il forum si è tenuto in modalità ibrida, a Trieste per chi era in presenza e tramite collegamento Zoom per i partecipanti da remoto, in due diverse sessioni: al mattino abbiamo discusso di conservazione dell’ambiente e di tecniche per i monitoraggi di mammiferi marini, mentre al pomeriggio il focus si è spostato su metodi di campionamento innovativi della biodiversità come l’analisi del DNA ambientale.
Più di venti stakeholder italiani e sloveni hanno partecipato al multistakeholder forum e abbiamo raccolto numerosi punti di vista diversi da includere nelle linee guida. Ciascuna sessione è iniziata con la presentazione del lavoro svolto finora dal progetto SeaInsights ed è proseguita con una discussione guidata all’interno di un processo partecipativo.
In apertura della sessione mattutina, Krista Lokar (Morigenos) ha presentato i risultati della collaborazione tra i partner italiani di Dolphin Biology Conservation e i partner sloveni di Morigenos nel monitoraggio di mammiferi marini nell’Alto Adriatico e nella condivisione dei dati raccolti nel corso del tempo. La parola è passata a Marco Francese (Shoreline) che ha mostrato l’indice delle linee guida concordato fra i partner di progetto, sottolineando l’importanza degli interventi degli stakeholder per aggiungere punti di vista su opportunità e sfide presentate dai contesti transfrontalieri. Francese ha poi aperto la discussione con domande preparate per stimolare gli interventi dei partecipanti, sia in presenza che da remoto. La discussione è proseguita animatamente fino all’ora di pranzo, partendo dai diversi metodi di monitoraggio della biodiversità marina e arrivando a immaginare soluzioni per la collaborazione tra istituzioni dedicate alla conservazione dell’ambiente italiane e slovene.
Nel pomeriggio, invece, la sessione si è aperta con l’intervento di Gregor Simčič (Divjalabs) sui risultati preliminari ottenuti dal laboratorio sloveno grazie ai campionamenti di DNA ambientale raccolti dai partner italiani e sloveni di progetto. Francese ha presentato al pubblico del pomeriggio l’indice delle linee guida e gli obiettivi previsti dal coinvolgimento degli stakeholder. La discussione si è spostata sui nuovi metodi di monitoraggio della biodiversità marina con strumenti tecnologici avanzati, come il campionamento con droni o satelliti e l’analisi del DNA ambientale. Abbiamo discusso criticità e opportunità della collaborazione transfrontaliera e i migliori modi per coinvolgere anche i decision maker, oltre alla cittadinanza, nella protezione dell’ambiente. È emersa la necessità di coinvolgerli trovando compromessi e un linguaggio capace di arrivare fino a loro.
In entrambe le sessioni le discussioni sono state molto partecipate e ci hanno permesso di raccogliere punti di vista diversi, da parte per esempio di studenti di biologia marina, ricercatori e ricercatrici, operatrici di Aree Marine Protette, collaboratori di associazioni impegnate nella conservazione ambientale.
Nel prossimo mese, il team di Shoreline elaborerà il materiale raccolto e preparerà una prima stesura del capitolo dedicato alle opinioni degli stakeholder nelle linee guida per i monitoraggi transfrontalieri. A breve comunicheremo la data del secondo Multistakeholder Forum in cui presenteremo una versione quasi definitiva delle linee guida e raccoglieremo le ultime osservazioni da parte dei partecipanti.