Si è concluso il corso di formazione del progetto BEST, un percorso pensato per accompagnare gli operatori del turismo e della cultura nello sviluppo di competenze innovative, imprenditoriali e digitali, con una particolare attenzione all’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale nel settore turistico. Il corso, della durata complessiva di 24 ore, ha alternato momenti in presenza e moduli online, combinando riflessione strategica, strumenti operativi ed esercitazioni pratiche.
UN CORSO NATO PER RISPONDERE AI BISOGNI REALI DEL SETTORE
Il percorso formativo è stato costruito per trasferire ai partecipanti competenze immediatamente spendibili, ma anche per rafforzare una visione più ampia dell’innovazione nel settore turistico. Il programma ha infatti affrontato temi centrali per il presente e il futuro del comparto: il metodo Innovation Catalyst applicato al turismo, la sostenibilità, le competenze di base sull’intelligenza artificiale generativa, i rischi, gli aspetti etici e normativi, fino all’utilizzo pratico di diversi strumenti AI per il settore.
Accanto alla parte teorica, il corso ha previsto anche esercizi individuali e di gruppo, casi studio e momenti di applicazione concreta, con l’obiettivo di aiutare i partecipanti a sviluppare competenze digitali e strategiche, e promuovere in tal modo la destinazione turistica transfrontaliera.
IL GRANDE VALORE AGGIUNTO: UN USO STRATEGICO DELL’IA, AL SERVIZIO DELL’AUTENTICITÀ
Uno degli elementi più qualificanti del corso BEST, rispetto a molti altri percorsi oggi presenti sul mercato dedicati a innovazione, AI e turismo, è stato l’aver proposto non un uso superficiale o puramente tecnico dell’intelligenza artificiale, ma una vera e propria impostazione strategica, grazie all’applicazione del METODO INNOVATION CATALYST ideato dal Kersnikova Institut di Lubiana.
Nel corso, infatti, l’IA è stata affrontata come uno strumento di miglioramento delle capacità individuali, di supporto alla creatività, al lavoro di gruppo e alla progettazione, e non come un meccanismo sostitutivo dell’esperienza umana. Il programma ha esplicitamente insistito sulla necessità di utilizzare questi strumenti in modo critico, comprendendone potenzialità, limiti, rischi e corretto posizionamento all’interno dell’offerta turistica.
Ancora più importante, il percorso ha valorizzato una riflessione centrale per il turismo contemporaneo: che cosa è autentico, come si costruisce il valore di un’esperienza e in che modo la tecnologia possa rafforzarlo, senza snaturarlo. Proprio per questo, l’approccio proposto non punta a un uso indiscriminato dell’AI, ma a un uso intelligente, consapevole e strategico, capace di sostenere un turismo fondato sull’identità dei luoghi, sulla qualità della relazione e sulla credibilità dei contenuti.
NON SOLO FORMAZIONE, MA ANCHE NETWORKING
Un secondo grande valore aggiunto del corso è stato il suo ruolo come spazio costante di networking tra operatori diversi del comparto. Durante il percorso, i partecipanti hanno avuto modo di confrontarsi, condividere approcci, mettere in comune bisogni e intuizioni, e osservare il proprio lavoro all’interno di una prospettiva più ampia, fatta di contaminazioni tra turismo, cultura, creatività e innovazione.
Questo aspetto è stato favorito anche dalla struttura stessa del programma, che ha previsto anche momenti di brainstorming e attività collaborative (sempre grazie all’applicazione del metodo innovation catalyst). In questo modo il corso non è stato solo un’occasione di aggiornamento professionale, ma anche un luogo di incontro e di costruzione di relazioni tra soggetti che operano nello stesso ecosistema territoriale.
UN’OCCASIONE CONCRETA PER TESTARE L’INNOVATION CATALYST NEL TURISMO
Il tratto distintivo del percorso BEST è stato pertanto la possibilità di testare concretamente il metodo innovativo “Innovation Catalyst”, e di comprenderne l’applicazione nel settore turistico.
Il programma ha dedicato un modulo specifico alla presentazione dei 10 passaggi del metodo, alla sua applicazione in diversi contesti del comparto e alla costruzione di un piano di lavoro da utilizzare nelle imprese turistiche. Successivamente, il corso ha proposto anche un approfondimento su AI e Innovation Catalyst, mostrando come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per rafforzare i processi di brainstorming, la creatività e il lavoro di squadra nella progettazione di nuovi servizi: lo si è fatto TOCCANDO con mano il prototipo elaborato dal metodo innovation catalyst, reso disponibile per le ultime giornate del corso presso l’x centre di Nova Gorica.
Si tratta di un elemento particolarmente rilevante, perché ha consentito ai partecipanti non solo di ascoltare contenuti, ma di sperimentare un approccio metodologico trasferibile nelle proprie realtà professionali.
UN PUNTO DI PARTENZA PER LE PROSSIME AZIONI
La conclusione del corso rappresenta un passaggio importante nel percorso del progetto BEST. Le competenze acquisite, le connessioni attivate tra i partecipanti e il lavoro svolto sul metodo Innovation Catalyst costituiscono ora una base concreta per le prossime fasi progettuali.
Il programma, infatti, ha previsto anche la presentazione del project work collegato alle successive pilot action, offrendo ai partecipanti l’opportunità di trasformare gli apprendimenti maturati durante il corso in progetti di innovazione da sviluppare ulteriormente.
In questo senso, il corso BEST lascia in eredità qualcosa di molto più ampio di una semplice formazione: una visione dell’innovazione come processo guidato, collaborativo e orientato a generare un turismo più consapevole, più competitivo e soprattutto più autentico.