Sabato 6 giugno 2026, nell’ambito del progetto ITINERANT, noi collaboratrici del Posoški razvojni center abbiamo visitato la Pašna skupnost Bošca, la comunità di pascolo che opera nell’area del Kobariški Stol, alla malga Bošca.
La visita rientrava nell’attività progettuale D.2.1.5 – Rivitalizzazione dei pascoli. Questa attività di ITINERANT sostiene l’uso sostenibile dei terreni agricoli attraverso l’acquisto di attrezzature per il pascolo. Contribuisce inoltre alla conservazione di habitat preziosi per specie protette di uccelli, alla cura del paesaggio e allo sviluppo di un turismo a basso impatto, rispettoso della natura e degli usi locali del territorio.
Fin dalle prime ore del mattino, Bošca ci ha mostrato perché questo intervento è importante. Pascoli, alberi tutelati e modellati dal vento, bestiame, pozze naturali, saperi caseari e lavoro dei pastori non sono elementi separati. Insieme formano un paesaggio aperto, ricco di specie e ancora vivo, perché le persone continuano a usarlo e a mantenerlo nel rispetto dei suoi equilibri e dei suoi limiti.
La malga Bošca, come un tempo
Siamo arrivate alla malga Bošca al mattino. Sopra i pascoli si muovevano leggere nebbie, mentre le mucche ruminavano tranquille il loro pasto mattutino.
I pastori stavano già preparando tutto il necessario per installare la recinzione con il pastore elettrico. Accanto a loro correva anche una vivace cagnolina da pastore.
Ci ha colpito positivamente la dedizione della comunità di pascolo. I pastori e gli altri membri della comunità custodiscono qualcosa che oggi è sempre più raro: collaborazione, solidarietà e aiuto reciproco. Soprattutto, mostrano un amore profondo per il paesaggio naturale, per la quiete della malga e per i propri animali.
Con Katarina Rutar, membro della Pašna skupnost Bošca, abbiamo visitato i pascoli e gli spazi della malga casearia. Lì, sotto lo sguardo attento del casaro e presidente della Pašna skupnost Bošca, Blaž Kravanja, si stavano preparando il primo formaggio e la prima ricotta della stagione.
La malga Bošca è una particolarità tra le malghe dell’area del Posočje. Mentre in molte altre malghe il formaggio viene prodotto soprattutto con latte di capra o di pecora, a Bošca nasce principalmente da latte vaccino, con l’aggiunta di una parte di latte caprino. In malga si svolge l’intero processo produttivo: dalla produzione del latte alla trasformazione in formaggio, ricotta e siero.
Come ITINERANT sostiene la rivitalizzazione dei pascoli
Nell’ambito dell’attività D.2.1.5, la Pašna skupnost Bošca ha ricevuto in uso attrezzature per la sistemazione dei pascoli. Tra queste figurano abbeveratoi, un pastore elettrico, filo per recinzioni, isolatori e pali metallici.
Sul terreno, questa attrezzatura è indispensabile. Aiuta a guidare il bestiame in modo più sicuro, facilita il lavoro dei pastori e permette una migliore manutenzione delle superfici pascolive.
In un’area montana esigente, interventi di questo tipo sono molto concreti. Senza acqua, recinzioni e infrastrutture di base, il pascolo diventa più difficile. Quando il pascolo viene abbandonato, invece, le superfici aperte iniziano rapidamente a chiudersi.
La rivitalizzazione dei pascoli non è quindi soltanto l’acquisto di attrezzature. È un contributo alla continuità dell’uso tradizionale del paesaggio, alla conservazione degli habitat prativi e alla trasmissione dei saperi locali.
Pozze naturali e abbeverata del bestiame
L’acqua è una delle condizioni fondamentali per il pascolo a Bošca. Nei pascoli si trovano anche pozze naturali, localmente chiamate kali, che sono parte importante del paesaggio a mosaico.
Queste pozze sono preziose per la sopravvivenza del bestiame in malga. Allo stesso tempo contribuiscono alla diversità paesaggistica e naturale dell’area.
Per l’abbeverata degli animali, le pozze naturali sono integrate dagli abbeveratoi. Una parte di questi abbeveratoi è stata acquistata nell’ambito del progetto ITINERANT.
Questa combinazione conserva gli elementi naturali già presenti nello spazio e, allo stesso tempo, garantisce un approvvigionamento d’acqua più affidabile per il bestiame.
Il pascolo conserva prati ricchi di biodiversità
Abbiamo camminato tra migliaia di piante prative in fiore. Già al primo sguardo era evidente che ci trovavamo in un’area ricca di specie.
I pascoli montani non sono importanti solo per l’agricoltura. Lo sono anche per gli impollinatori, gli uccelli, la diversità vegetale e l’immagine riconoscibile del paesaggio culturale alpino.
Quando il pascolo viene abbandonato, i prati iniziano a chiudersi. Il paesaggio cambia, gli habitat prativi si riducono, la diversità vegetale diminuisce e scompaiono conoscenze costruite nel corso di generazioni.
Anche per questo i pascoli montani e i prati permanenti hanno un ruolo importante nel quadro europeo. Il Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura pone l’accento sul ripristino degli ecosistemi, degli habitat e delle specie. La Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 definisce il quadro per proteggere la natura e ripristinare gli ecosistemi degradati.
Per le aree in cui si intrecciano prati, uccelli, pascolo e fruizione turistica, sono rilevanti anche la Direttiva Uccelli e la Direttiva Habitat.
Senza conoscenza locale e tradizionale non si va lontano
Una parte della visita è stata dedicata anche ai colloqui con i membri della Pašna skupnost Bošca. Abbiamo parlato del passato e del futuro della malga, dell’acqua, dell’avanzamento della vegetazione, dell’accesso, della manutenzione degli edifici e del turismo.
Questi colloqui sono importanti per il proseguimento del progetto ITINERANT. Gli interventi nelle aree di malga non possono nascere solo sulla carta. Devono partire dalle conoscenze e dai bisogni delle persone che lavorano ogni giorno sul territorio.
I membri della comunità di pascolo conoscono meglio di chiunque altro le condizioni locali, le superfici pascolive, il comportamento del bestiame, le strade di accesso e i limiti dello spazio. Per questo la conoscenza locale è la base di misure realmente attuabili.
Questo approccio è coerente anche con l’orientamento del progetto ITINERANT. Il progetto sviluppa il turismo sostenibile nell’area transfrontaliera della Riserva della biosfera MAB UNESCO delle Alpi Giulie collegando patrimonio naturale e culturale, comunità locali, qualità della vita degli abitanti e tutela degli habitat fragili.
Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina ufficiale del progetto ITINERANT.
Il turismo deve sostenere il pascolo, non esercitare pressione
Dalla parte alta della malga Bošca si è aperta una vista in tutte le direzioni: verso il mare, la valle del Nadiža/Natisone con il Breginjski kot, Kobarid, Tolmin e lo Skutnik. Davanti a un paesaggio così, è facile capire perché l’area sia tanto attrattiva per i visitatori.
Ma Bošca è prima di tutto un paesaggio di pascolo. Non è uno spazio da consumare come semplice scenario turistico.
Già al momento della partenza, nel pomeriggio, la strada forestale iniziava a riempirsi di ciclisti, furgoni con targhe straniere e parapendisti. Non è una critica ai singoli visitatori. È un segnale chiaro: questo spazio ha bisogno di orientamento tempestivo e di una regolazione della fruizione.
Se vogliamo che Bošca rimanga conservata, sarà necessario migliorare l’accesso e le infrastrutture per gli agricoltori. Sarà inoltre necessario indirizzare i visitatori in modo più chiaro e controllato.
Il turismo in quest’area deve sostenere gli agricoltori locali, i pastori e la conservazione della natura.
Questa direzione è coerente anche con gli orientamenti europei per il turismo. Il Percorso di transizione per il turismo sottolinea la transizione verde, la resilienza delle destinazioni e la collaborazione con i portatori di interesse. Il Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021–2027 sostiene la cooperazione transfrontaliera che tutela il patrimonio naturale e culturale e migliora la qualità della vita nell’area del Programma.
Un piccolo intervento, un significato duraturo
La rivitalizzazione dei pascoli a Bošca è un intervento concreto sul territorio. Allo stesso tempo apre una questione più ampia sul futuro delle aree montane.
Chi se ne prenderà cura? Come sarà regolato l’accesso? Quanti visitatori può sostenere un’area fragile? In che modo il turismo può aiutare, invece di creare ulteriore pressione?
Il desiderio condiviso da tutte le persone presenti a Bošca quel giorno è che questo spazio rimanga pascolivo, aperto e ricco di specie. Che restino i prati fioriti, le pozze naturali, i saperi caseari, i pascoli con il bestiame e il lavoro delle persone che si prendono cura della malga.
Il progetto ITINERANT – Con il turismo sostenibile verso una migliore qualità della vita nell’area della Riserva della biosfera delle Alpi Giulie è cofinanziato dal Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021–2027 attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale.
A Bošca, il progetto sostiene l’uso sostenibile dei pascoli, la conservazione del paesaggio e lo sviluppo di un turismo che parte dai bisogni locali e rispetta il patrimonio naturale e culturale dell’area.
Fotografie © Jerica Kobal, 2026, e © Maja Vrčon, 2026 (foto: madre con bambino; pozza naturale)
Contenuti correlati
Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura
Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030
Piano strategico della PAC della Slovenia 2023–2027