Martedì 19 maggio 2026, presso il Grand Hotel Entourage di Gorizia, in Italia, si è svolto l’evento finale del progetto DATIS – Pionieri digitali del turismo accessibile, intitolato Il turismo accessibile inizia da un’informazione accessibile.
L’evento ha riunito partner del progetto, rappresentanti delle organizzazioni delle persone con disabilità, ricercatori, organizzazioni turistiche, esperti di accessibilità, utenti e altri stakeholder del settore del turismo inclusivo provenienti dalla Slovenia e dall’Italia. L’obiettivo dell’evento era presentare i principali risultati del progetto DATIS e aprire una riflessione su come l’accessibilità digitale, fisica e comunicativa possa contribuire congiuntamente allo sviluppo di un turismo per tutti.
Il progetto DATIS nasce dalla consapevolezza che l’esperienza turistica non inizia soltanto all’arrivo a destinazione, ma già dal primo accesso alle informazioni. Per le persone con disabilità, le persone anziane e altri utenti con diverse disabilità ed esigenze, l’accessibilità di siti web, immagini, testi, moduli, mappe, sistemi di prenotazione e altre informazioni di contatto è spesso decisiva per capire se sia possibile pianificare una visita in autonomia, e ancor più realizzarla in autonomia.
L’accessibilità come processo di cooperazione a lungo termine
Nella parte introduttiva dell’evento, i relatori hanno sottolineato che l’accessibilità nel turismo non è un intervento isolato, ma un processo a lungo termine che richiede la cooperazione tra diversi attori.
Mario Brancati, presidente della Consulta regionale delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie del Friuli Venezia Giulia, ha sottolineato l’importanza del collegamento tra organizzazioni delle persone con disabilità, operatori turistici, istituzioni pubbliche e comunità locali. L’accessibilità nel turismo si costruisce gradualmente, attraverso un lavoro costante, la cooperazione e la consapevolezza che si tratta di un processo che deve diventare parte dello sviluppo più ampio delle destinazioni, e non soltanto una singola attività progettuale.
Štefan Kušar, segretario dell’Unione slovena delle associazioni dei ciechi e degli ipovedenti, ha evidenziato l’importanza del coinvolgimento continuo delle persone con disabilità nella progettazione di soluzioni accessibili. Ha sottolineato che gli utenti devono essere coinvolti già nella fase di individuazione delle barriere, nell’analisi dell’accessibilità e nella preparazione di soluzioni adeguate.
Luca Fontana, presidente del consorzio di cooperative sociali Il Mosaico, ha richiamato l’attenzione sull’importanza del coinvolgimento degli utenti, in particolare delle persone con disabilità cognitive, nello sviluppo di soluzioni turistiche accessibili. Ha sottolineato che l’accessibilità non riguarda solo gli adattamenti tecnici, ma anche una comunicazione chiara, informazioni comprensibili, un ambiente di supporto e una collaborazione diretta con le persone che utilizzano concretamente i servizi.
Un’attenzione particolare nella parte introduttiva è stata dedicata anche alle persone con disabilità che vivono nelle aree di confine. Oltre alla generale mancanza di informazioni accessibili, esse possono incontrare ulteriori barriere, come il bilinguismo, diversi sistemi di supporto, diversi assetti sociali e una minore disponibilità di attività adattate.
Presentazione dei principali risultati del progetto
Nella parte contenutistica dell’evento sono stati presentati i principali risultati del progetto DATIS, tra cui la ricerca sui bisogni e sulle esperienze delle persone con disabilità nel turismo, le attività pilota presso il museo sul Monte San Michele e nel Comune di Ajdovščina, l’analisi dell’accessibilità digitale di 100 siti web turistici della Slovenia e dell’Italia, il database web DATIS, nonché le linee guida e la strategia per una comunicazione turistica più accessibile.
Il professor Moreno Zago dell’Università di Trieste ha presentato i risultati della ricerca sulle abitudini e sulle esperienze degli utenti. La ricerca ha mostrato che il turismo è importante per le persone con disabilità non solo come attività del tempo libero, ma anche come spazio di inclusione sociale, autonomia, benessere e partecipazione paritaria alla società. Allo stesso tempo, la ricerca evidenzia che agli utenti spesso mancano informazioni chiare, affidabili e accessibili nella fase di pianificazione del viaggio.
Luca Bianchi, esperto nella valutazione delle politiche socio-sanitarie di Quolity srl, ha presentato i risultati delle attività pilota a San Michele e ad Ajdovščina. Le attività pilota hanno dimostrato quanto sia importante verificare le soluzioni accessibili nella pratica, insieme agli utenti e alle organizzazioni che conoscono bene i loro bisogni. Proprio questo tipo di verifica permette di individuare barriere concrete che le sole valutazioni formali spesso non riescono a rilevare pienamente.
Accessibilità digitale, fisica e comunicativa
Uno dei messaggi chiave dell’evento è stato che il turismo accessibile non può essere inteso solo come questione di accessibilità fisica degli spazi. Per una vera esperienza turistica inclusiva devono essere collegati tre livelli di accessibilità: digitale, fisica e comunicativa.
Michele Franz di CRIBA – Centro regionale di informazione sulle barriere architettoniche – ha presentato l’importanza dell’accessibilità fisica degli operatori turistici e ha sottolineato che, per lo sviluppo del turismo accessibile, sono necessari dati affidabili sull’effettiva accessibilità degli spazi, dei percorsi, dei servizi e delle infrastrutture. L’accessibilità fisica è una delle basi dell’esperienza accessibile, ma deve essere collegata a informazioni accessibili e a una comunicazione adeguata.
Maša Malovrh, esperta di accessibilità digitale di Beletrina, ha presentato i risultati dell’analisi dell’accessibilità digitale di 100 siti web turistici. L’analisi ha mostrato che i siti web turistici dell’area transfrontaliera sono spesso visivamente moderni e tecnicamente ben strutturati, ma non consentono ancora un utilizzo equo da parte di tutti gli utenti.
Il livello medio di accessibilità digitale dei siti analizzati è stato pari al 37% per gli operatori turistici sloveni e al 40% per quelli italiani. I problemi più frequenti riguardavano descrizioni delle immagini mancanti o inadeguate, video senza sottotitoli, contrasto cromatico insufficiente, mancanza di strumenti di navigazione, difficoltà nell’utilizzo dei siti con la tastiera e moduli e strumenti di ricerca non accessibili.
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al database web DATIS, che presenta in un unico luogo il livello di accessibilità dei siti web degli operatori turistici nell’area transfrontaliera tra Slovenia e Italia. Come ha sottolineato Malovrh, il database aiuta gli utenti a verificare, già prima di visitare il sito del fornitore, se potranno probabilmente cercare informazioni in autonomia, effettuare una prenotazione o contattare il fornitore. Allo stesso tempo, mostra agli operatori turistici quali informazioni devono essere presentate in modo chiaro, accessibile e utile.
Tavola rotonda: Co-creare il turismo accessibile
La parte centrale dell’evento è stata la tavola rotonda intitolata Co-creare il turismo accessibile: possiamo farlo insieme?, che ha riunito utenti, organizzazioni di utenti, ricercatori, organizzazioni turistiche e partner del progetto.
La discussione si è concentrata sulle esperienze pratiche delle attività pilota presso il Museo della Prima guerra mondiale sul Monte San Michele e la mostra sul patrimonio industriale di Ajdovščina, sui risultati delle interviste con utenti e organizzatori di attività turistiche, e sulla questione di come la cooperazione tra diversi stakeholder possa contribuire allo sviluppo a lungo termine del turismo accessibile.
I membri de Il Mosaico, Claudia Zandomeni e Riccardo Urban, hanno condiviso la loro esperienza dell’attività pilota nel museo multimediale sul Monte San Michele / Debela griža. Hanno sottolineato che le informazioni turistiche devono essere chiare, comprensibili e adattate agli utenti con esigenze diverse. Hanno valutato la visita come un’esperienza positiva, poiché durante la visita alla mostra si sono sentiti rilassati, a proprio agio e al sicuro. Il senso di accoglienza, la presentazione chiara dei contenuti e la possibilità di partecipare con tranquillità sono condizioni importanti per le persone con disabilità cognitive. I partecipanti hanno valutato l’esperienza positivamente e la consiglierebbero anche ad altri.
I membri di ZDSSS, Gaja Beč e Boštjan Vogrinčič, hanno condiviso la loro esperienza dell’attività pilota ad Ajdovščina e hanno sottolineato l’importanza di informazioni utili per visitatori ciechi e ipovedenti. Sono importanti descrizioni di qualità, una struttura chiara delle informazioni, la possibilità di orientarsi in modo autonomo, una buona comunicazione prima della visita e il coinvolgimento degli utenti nel test delle soluzioni. Allo stesso tempo, hanno evidenziato che durante la visita erano ancora presenti numerose barriere fisiche e che i contenuti online collegati alla mostra non erano sufficientemente accessibili. L’attività pilota ha quindi mostrato chiaramente quanto sia importante sviluppare insieme accessibilità fisica, digitale e comunicativa.
Nel corso della discussione, i rappresentanti delle organizzazioni turistiche hanno sottolineato che l’accessibilità nel turismo è un tema di sviluppo importante, ma che nella pratica si scontrano spesso con limiti molto concreti. Alessia Del Bianco di PromoTurismo FVG e la direttrice dell’Istituto pubblico per il turismo Nova Gorica e Valle del Vipava, mag. Erika Lojk, hanno evidenziato che le organizzazioni turistiche e gli operatori hanno bisogno di personale adeguato, supporto professionale, linee guida chiare e competenze esterne per lavorare in modo sistematico sull’accessibilità. La mancanza di personale, tempo, conoscenze specialistiche o supporto esterno può talvolta impedire o rallentare le attività legate all’accessibilità, anche quando esiste la consapevolezza che tali attività siano necessarie.
Proprio per questo i risultati di progetti come DATIS sono importanti: possono supportare operatori e destinazioni con strumenti utili, raccomandazioni concrete, informazioni verificate e collegamenti con le organizzazioni degli utenti.
L’accessibilità deve quindi diventare parte dello sviluppo ordinario dell’offerta turistica, e non un compito aggiuntivo che dipende solo da un singolo progetto o da un singolo dipendente. I partecipanti hanno concordato sul fatto che le soluzioni accessibili non devono essere progettate senza gli utenti. Le loro esperienze sono essenziali per comprendere le barriere reali, che le sole verifiche tecniche o gli standard formali non riescono sempre a cogliere pienamente. È importante che gli utenti siano coinvolti già nella pianificazione, nel test e nella valutazione delle informazioni, dei servizi e delle esperienze turistiche.