Nell’ambito del progetto SEAINSIGHTS è stato completato il deliverable dedicato allo sviluppo di un protocollo condiviso per la valutazione dello stato di salute dei mammiferi marini attraverso l’utilizzo di droni (UAV – Unmanned Aerial Vehicles). Il documento rappresenta un importante passo avanti verso l’adozione di metodologie innovative, non invasive e armonizzate per il monitoraggio dei cetacei nell’Alto Adriatico.
I mammiferi marini sono considerati specie sentinella degli ecosistemi marini, in grado di riflettere gli effetti delle pressioni ambientali e antropiche come inquinamento, traffico marittimo, pesca, turismo e cambiamenti climatici. In particolare, il delfino tursiope (Tursiops truncatus), specie costiera tipica dell’Adriatico settentrionale, rappresenta un modello ideale per programmi di monitoraggio a lungo termine grazie alla sua elevata fedeltà territoriale e alle frequenti interazioni con le attività umane.
Il protocollo sviluppato nell’ambito di SEAINSIGHTS definisce linee guida comuni per l’utilizzo dei droni nelle attività di monitoraggio, fotogrammetria, foto-identificazione e campionamento del soffio respiratorio (“blow sampling”). Questa tecnica innovativa consente di raccogliere materiale biologico emesso dallo sfiato dei cetacei senza contatto diretto con gli animali, riducendo al minimo il disturbo e lo stress associati ai metodi tradizionali di campionamento.
Attraverso l’uso dei droni è possibile ottenere immagini ad alta risoluzione utili per valutare lo stato nutrizionale, la presenza di lesioni cutanee, cicatrici, interazioni con attrezzi da pesca e altri indicatori visibili di salute. Parallelamente, i campioni respiratori raccolti possono essere utilizzati per analisi genetiche, microbiologiche, ormonali e molecolari, contribuendo allo studio dello stato fisiologico e sanitario delle popolazioni di cetacei.
Il deliverable pone inoltre grande attenzione agli aspetti etici e operativi, definendo procedure standardizzate per minimizzare il disturbo agli animali, garantire la qualità dei campioni raccolti e ridurre il rischio di contaminazione durante le attività di campo e laboratorio. Particolare importanza viene attribuita anche all’integrazione dei dati ottenuti con i programmi di foto-identificazione già attivi nell’area Adriatica, così da collegare le informazioni biologiche ai singoli individui monitorati nel tempo.
L’adozione di un protocollo condiviso tra partner italiani e sloveni permetterà di migliorare la comparabilità dei dati raccolti, rafforzare la cooperazione scientifica transfrontaliera e sviluppare sistemi di monitoraggio sempre più efficaci per la conservazione dei mammiferi marini dell’Alto Adriatico.
Il rapporto completo è disponibile QUI.