I modelli di distribuzione delle specie sono modelli statistici che cercano di spiegare la presenza o l'assenza di una determinata specie in una data area, sulla base di una serie di dati specifici. Ad esempio, questi modelli possono aiutare a descrivere la distribuzione dei delfini in relazione a variabili quali la profondità del fondale, la distanza dalla costa e lo sforzo di pesca. I modelli di distribuzione delle specie sono diventati uno strumento essenziale per ecologi e ambientalisti, poiché consentono di descrivere le complesse relazioni ecologiche tra le specie e il loro ambiente. I modelli di distribuzione delle specie possono anche prevedere la distribuzione delle specie su una scala spaziale e temporale, fornendo così elementi quantitative utili a fini di gestione e conservazione della natura.
Nel contesto del progetto Interreg “SeaInsights”, è stato redatto un protocollo di 34 pagine per aiutare i ricercatori che utilizzano (o intendono utilizzare) modelli di distribuzione per studiare la distribuzione e l'uso dell'habitat dei delfini e di altra megafauna marina nel Mare Adriatico. Il protocollo – redatto dal partner italiano Dolphin Biology and Conservation e riveduto dal partner sloveno Morigenos - Slovenian Marine Mammal Society – si concentra sul tursiope e tiene conto delle caratteristiche specifiche del bacino adriatico. Elenca le principali variabili che possono influenzare la distribuzione della megafauna marina, spiegando come tali variabili debbano essere registrate, classificate e inserite in una banca dati per consentire le successive analisi di distribuzione.
Viene posta molta attenzione ai vizi di campionamento derivanti da variabili legate allo sforzo di ricerca, quali lo sforzo di navigazione e le condizioni del mare. Queste variabili sono estremamente importanti e meritano un'attenzione particolare, ma vengono spesso trascurate. Lo sforzo di ricerca e le condizioni del mare hanno un forte impatto sulla probabilità di avvistare i delfini e di seguirne gli spostamenti. Come sottolineano gli autori, «trascurare di includere queste variabili nei modelli di distribuzione dei delfini può distorcere l'interpretazione dei dati e produrre risultati imprecisi».
Il protocollo elenca gli approcci di modellistica comunemente utilizzati negli studi sui cetacei, pur sottolineando che la loro applicazione è specifica per ciascuno studio e dipende dai dati e dalle caratteristiche della specie in esame. In altre parole, non esiste un approccio di modellistica “migliore”, che si adatti a tutti i casi. In alcuni casi, una combinazione di modelli può rappresentare l'approccio migliore. Inoltre, ogni approccio modellistico richiede specifiche condizioni che devono essere soddisfatte.
La seconda parte del documento fornisce un esempio di applicazione modellistica nel Mare Adriatico, con un totale di 17 passaggi che offrono una descrizione dettagliata della procedura. Questo esempio pratico fornirà al lettore una migliore comprensione del metodo, che potrà poi essere adattato alle esigenze specifiche dello studio.
Infine, il protocollo include una selezioni di circa 70 riferimenti bibliografici, e quelli che contengono informazioni dettagliate sulla modellistica di distribuzione sono sottolineati, con l'intento di orientare eventuali approfondimenti da parte del lettore. Nel complesso, il "Protocollo per la modellizzazione della distribuzione delle specie" elaborato dal progetto Interreg SeaInsights può costituire uno strumento prezioso, sia per i principianti sia per coloro che intendono migliorare le proprie competenze o ampliare la propria comprensione della modellistica applicata ai delfini.
Puo trovare il documento completo del protocollo QUI.