Nell’ambito del progetto DATIS è stato pubblicato il primo rapporto transfrontaliero completo dedicato al turismo accessibile. Il documento rivela come le persone con diversi tipi di disabilità vivono l’esperienza turistica e quali ostacoli incontrano durante il viaggio, nella scelta delle strutture ricettive e nell’uso dei servizi digitali. La ricerca si basa su 405 questionari e sull’analisi di 100 operatori turistici, offrendo uno sguardo approfondito sulle abitudini, le aspettative e le esperienze di chi viaggia in modo diverso ma con la stessa curiosità verso il mondo.
Lo studio è stato realizzato in collaborazione con organizzazioni che lavorano con persone cieche e ipovedenti, sorde e con ipoacusia, nonché con persone con disabilità cognitive e motorie. Una parte significativa della raccolta dati si è svolta di persona, con il supporto di intermediari che hanno adattato le domande, chiarito i contenuti e utilizzato materiali visivi. Questo approccio ha permesso di includere anche individui che spesso vengono esclusi dai metodi tradizionali di sondaggio.
I risultati mostrano che per oltre la metà degli intervistati il viaggio è molto importante, soprattutto per il suo impatto sul benessere, per la riduzione della solitudine e per il rafforzamento della fiducia in sé. Le destinazioni più scelte sono quelle costiere, i viaggi avvengono principalmente in piccoli gruppi e si privilegiano alloggi accessibili e a prezzi sostenibili. Nell’ambito del trasporto pubblico, gli intervistati segnalano difficoltà frequenti dovute a segnaletica poco chiara, scarsa illuminazione, barriere fisiche e ambienti rumorosi che possono generare sovraccarico sensoriale. Nelle strutture ricettive emergono come principali criticità l’illuminazione insufficiente, l’assenza di indicatori tattili, bagni non adeguati e personale non sufficientemente formato.
La accessibilità digitale dei siti turistici rappresenta una debolezza su entrambi i lati del confine: il punteggio medio è del 37% per i siti sloveni e del 40% per quelli italiani. Le carenze più comuni includono immagini senza etichette, navigazione poco chiara e moduli non accessibili. I risultati evidenziano che molte destinazioni non forniscono ancora le condizioni digitali di base necessarie per permettere a tutti gli utenti di pianificare autonomamente i propri viaggi.
Il rapporto apre una discussione significativa su cosa debba rappresentare il turismo moderno e inclusivo. L’accessibilità non è un servizio aggiuntivo, ma un elemento fondamentale dell’ospitalità che consente a ogni viaggiatore, indipendentemente dalle proprie capacità, di vivere un’esperienza di viaggio autonoma, sicura e priva di barriere.
I risultati della ricerca contribuiranno alla preparazione di una strategia transfrontaliera per migliorare la accessibilità digitale nel settore turistico. L’obiettivo del progetto DATIS è chiaro: creare un ambiente in cui il turismo accessibile non sia un’eccezione, ma un diritto pienamente garantito nella pratica.
Ulteriori informazioni sono disponibili nei documenti allegati. Sono disponibili le versioni in italiano e in sloveno.
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