TRECap
Obiettivo specifico: SC 4 - Promuovere l'adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi e la resilienza, tenendo conto degli approcci ecosistemici
Tipologia: Progetto di capitalizzazione
Ist. Naz. di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS nell’ambito del Programma Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020 ha coordinato il progetto TRETAMARA che aveva come partner il NIB (la Stazione di biologia marina di Pirano), il CNR (ISMAR di Venezia e IGG di Padova) e Shoreline, che si proponeva di valorizzare il patrimonio biogenico e geogenico dell’Alto Adriatico. Nell’analisi della gestione delle aree protette svolta in TRETAMARA, sono state evidenziate alcune carenze riassumibili in un’assenza di coordinamento e di strategie; questo si traduce in una scarsa efficienza gestionale, migliorabile attraverso l’adozione di obiettivi, strategie e strumenti di gestione condivisi a livello di Alto Adriatico.
La sfida del progetto TRECap è stata quella di avviare questo processo attraverso la condivisione di alcune azioni perché servano da esempio. Si è focalizzata l’attenzione su una minaccia, i cambiamenti climatici, che minano fortemente i nostri ambienti marini e su una specie, Pinna nobilis, a rischio estinzione ma ancora presente in Alto Adriatico, per iniziare a costruire strategie condivise di gestione. Tutte le azioni sono state accompagnate da attività di comunicazione e formazione che promuoveranno, anche dopo la conclusione del progetto, questa visione transfrontaliera e ne consentiranno la trasferibilità e durabilità.
Nei 27 mesi di attività, la partnership italo-slovena ha ampliato la rete transfrontaliera di monitoraggio delle temperature al fondo, portandola a 7 stazioni attive tra Friuli Venezia Giulia, Veneto e Slovenia; ha condotto rilievi fotogrammetrici ad alta risoluzione su quattro siti marini di pregio, le "trezze"o "tegnùe" dell'Alto Adriatico; infine, ha realizzato il primo protocollo condiviso e testato per la raccolta, l'allevamento e il traspianto di giovanili di Pinna nobilis, completato nel febbraio 2025 con il traspianto di giovanili cresciuti in ambiente controllato documentato nel Nord Adriatico, presso l'Oasi Marina di Caorle.
Il progetto ha inoltre realizzato l'analisi del ruolo ecologico delle conchiglie morte di Pinna nobilis, che ospitano quasi 100 specie di molluschi diverse, confermandosi hotspot di biodiversità anche dopo la scomparsa dell'animale. Tutti i risultati sono stati tradotti in materiali informativi, contenuti divulgativi e condivisi attraverso una pagina Facebook e un canale YouTube dedicato, pensati per restare disponibili gratuitamente anche dopo la conclusione del finanziamento europeo.
Nel corso di più di due anni di attività, il progetto TRECap ha lavorato per:
- consolidare una rete transfrontaliera permanente di monitoraggio dei cambiamenti climatici nelle aree marine protette del Nord Adriatico;
- sviluppare e sperimentare tecniche standardizzate di caratterizzazione degli habitat sommersi tramite fotogrammetria subacquea ad alta risoluzione;
- testare un protocollo condiviso italo-sloveno per la salvaguardia di Pinna nobilis, dalla raccolta di giovanili per assicurarne la crescita in ambiente controllato e successivo traspianto in mare al monitoraggio degli individui superstiti;
- approfondire il ruolo ecologico della specie dopo l'evento di mortalità di massa attraverso l'analisi degli organismi sopra le valve di individui già morti;
- produrre materiali informativi e multimediali per pubblico, scuole, operatori turistici e mondo della ricerca;
- rafforzare, attraverso queste azioni pilota, la cooperazione tra le aree protette dell'Alto Adriatico in vista di una gestione condivisa del bacino.
Armonizzazione transfrontaliera della gestione delle aree protette
Fotogrammetria e caratterizzazione degli habitat sommersi
Con il rig subacqueo multi-camera WinGo, già sviluppato nel progetto TRETAMARA, sono stati realizzati rilievi fotogrammetrici ad altissima risoluzione su quattro siti pilota: le Tegnùe di Porto Falconera a Caorle, il sito di Muggia-Lazzaretto, il parco di Debeli Rtič e l'area di Piran. I modelli digitali del fondale realizzati hanno permesso di individuare con precisione i punti idonei per il traspianto di Pinna nobilis e di documentare lo stato di conservazione delle trezze o tegnùe, affioramenti rocciosi tipici dell'Alto Adriatico.
Rete transfrontaliera di monitoraggio delle temperature al fondo
Per monitorare i cambiamenti climatici, il progetto ha esteso la rete transfrontaliera di sensori di temperatura al fondo marino, superando l'obiettivo minimo di 4 nuove stazioni. Sono oggi attivi 7 punti di monitoraggio, alcuni con una serie di dati raccolti continuativamente per oltre due anni: a Sant'Agata (Golfo di Trieste), nell'Oasi Marina di Caorle e in cinque punti lungo la costa slovena (Rt Ronek, Mesečev zaliv, Debeli Rtič, MBP Piran-Fornače, Fijesa). I dati raccolti, con temperature comprese tra 8,7°C in inverno e oltre 30°C in estate nei punti più bassi, mostrano differenze significative tra siti costieri vicini alla superficie e siti più profondi, confermando il valore delle aree protette come "sentinelle" per le ondate di calore marino.
Canale YouTube, documentario e nuovi modelli 3D del fondale
Per rendere fruibili al grande pubblico gli habitat sommersi delle trezze o tegnùe, normalmente inaccessibili a chi non è un subacqueo, TRECap ha condiviso il materiale raccolto sul campo attraverso un canale YouTube dedicato e una pagina Facebook. Grazie a filmati girati sulle trezze, tour virtuali in 3D, un documentario educativo trilingue e nuovi modelli digitali tridimensionali del fondale, i canali social hanno raggiunto più di 100.000 visualizzazioni complessive e una copertura Facebook di oltre 100.000 persone, con menzioni anche su testate nazionali come Il Sole 24 Ore e la Repubblica.
Verso una governance permanente: il policy brief
Il progetto si chiude con una proposta operativa per rendere stabile la rete di monitoraggio oltre la durata del finanziamento attraverso la firma di un Memorandum of Understanding tra i partner, l'istituzione di un comitato di coordinamento tecnico-politico permanente e l'integrazione dei dati raccolti nei Piani di Gestione delle aree Natura 2000, in collegamento con le infrastrutture di ricerca europee eLTER ed EMODnet.
Azioni pilota transfrontaliere per la salvaguardia di Pinna nobilis
Raccolta larvale e traspianto
Per tre stagioni riproduttive (2023-2025) sono stati posizionati collettori larvali nelle acque di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia, con quattro diverse tipologie testate e confrontate tra i partner cui si aggiungono istituzioni croate coinvolte in modo volontario alla speriemntazione. La stagione 2023 ha portato alla scoperta di un evento di reclutamento naturale a Caorle — il primo registrato dopo la crisi di mortalità del 2019-2020 — mentre le stagioni successive hanno mostrato quanto sia ancora fragile e imprevedibile la ripresa della specie. I giovanili raccolti sono stati cresciuti in ambiente controllato e, nel febbraio 2025, tre esemplari sono stati traspiantati presso le Tegnùe di Porto Falconera a Caorle.
Questa azione di networking anche con le istituzioni croate ha visto la collaborazione del progetto con altre realtà progettuali (i.e. LIFE Pinna, LIFEPINNARCA) e ha consolidato un gurppo di lavoro che pur non istituzionalizzato ha proseguito la sua attività di posa del collettori larvali anche nel 2026.
Monitoraggio e protezione post-impianto
Dopo il traspianto, delle strutture di metallo sono state posizionate a protezione dei tre esemplari. La squadra di TRECap ha monitorato periodicamente la salute dei tre individui di Pinna nobilis traspiantati con immersioni scientifiche periodiche, integrate da nuovi rilievi fotogrammetrici. Il percorso non è stato privo di difficoltà, ma uno degli esemplari traspiantati ha mostrato una crescita costante della conchiglia, tanto da permettere la rimozione della gabbia protettiva a un anno di distanza: un'altra convalida sul campo nel bacino dell'Alto Adriatico dell'intero protocollo messo a punto dal progetto.
"Buone pratiche": moduli formativi per la manipolazione e l'allevamento di giovanili
È stata realizzata una guida illustrata di buone pratiche — "Manipolazione, captazione e crescita di giovanili di Pinna nobilis" — che raccoglie in un unico documento tutte le fasi del protocollo: captazione larvale, trasporto, crescita controllata in laboratorio, scelta del sito di traspianto, tecnica di impianto sul fondale e monitoraggio genetico. Il materiale, disponibile anche in nuovi contenuti VR, è pensato per essere replicabile in altre aree protette del Nord Adriatico.
Prime analisi genetiche sulla connettività delle popolazioni
È stato avviato il sequenziamento genomico (Genotyping-by-Sequencing) di sei esemplari di Pinna nobilis, due provenienti dal Golfo di Trieste e quattro dalle Marche come popolazione di confronto. La fase di controllo qualità e allineamento al genoma di riferimento è completa: i campioni del Golfo di Trieste hanno mostrato la miglior resa di sequenziamento, ponendo le basi per la fase successiva di analisi della connettività tra popolazioni, utile a identificare i siti di larve da tutelare con priorità.
Il ruolo ecologico delle conchiglie di Pinna nobilis
L'analisi della fauna associata alle conchiglie vuote di Pinna nobilis in tutto il Nord Adriatico ha censito quasi 100 specie di molluschi appartenenti a 40 famiglie diverse, con una copertura epibiontica che supera spesso il 95% della superficie disponibile. Anche dopo la morte dell'animale, la conchiglia continua a funzionare da rifugio e da substrato duro essenziale per la biodiversità locale.
Le strategie per il futuro: i policy brief
Il progetto si conclude con due proposte operative per la partnership e per i decisori: una strategia congiunta transfrontaliera per la gestione di specie e habitat prioritari, che indica i prossimi passi su reclutamento larvale, genotipizzazione e protezione dei corridoi ecologici; e una procedura condivisa e standardizzata in quattro fasi — raccolta, allevamento, selezione del sito, traspianto e monitoraggio — pronta per essere applicata in altre aree protette del Nord Adriatico.
I numeri di TRECap
- 7 stazioni di monitoraggio climatico
- 4 siti rilevati in fotogrammetria 3D
- 3 esemplari di Pinna nobilis trapiantati a Caorle
- ~100 specie censite sulle conchiglie
- 35+ video pubblicati
- 100.000+ visualizzazioni
- 100.000+ persone raggiunte su Facebook